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Caso David Rossi, l'8 marzo il voto alla Camera sulla commissione d'inchiesta

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La commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi potrebbe cominciare a lavorare a inizio primavera. E’ stata fissata per lunedì 8 marzo, come annunciato da Walter Rizzetto, autore dell’apposita proposta di legge, la discussione, cui seguirà il voto, alla Camera dei Deputati sulla sua istituzione. Quasi una formalità, visto il lavoro sul testo effettuato da settembre a novembre scorsi nelle riunioni congiunte delle commissioni finanze e giustizia della Camera.

 

Dopo otto anni dalla morte di Rossi, archiviata due volte dalla Procura della Repubblica di Siena come suicidio, sarà compito dei parlamentari che faranno parte della commissione cercare di capire cosa sia accaduto la sera del 6 marzo 2013, quando l’ex capo della comunicazione è precipitato dalla finestra del suo ufficio sul selciato del vicolo di Monte Pio. La commissione parlamentare d’inchiesta, come stabilisce la Costituzione, avrà la possibilità di svolgere indagini e ricerche, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. “A 8 anni esatti dalla morte di David – sostiene Carolina Orlandi, figlia della vedova di David Rossi, Antonella Tognazzi - inizia un capitolo fondamentale per restituirgli, si spera, ciò che merita e che meritiamo: la verità, semplicemente. Sarà un percorso lungo che spero prima di tutto che sia affrontato con professionalità e coscienza, senza nessun condizionamento o omissione. Di errori e di superficialità ne abbiamo subiti abbastanza. Adesso è arrivata l’occasione per tutti di riscattare questa brutta pagina per la giustizia italiana”.

 

Raggiante anche Antonella Tognazzi: “Ci siamo - scrive la vedova - Grazie a Walter Rizzetto e grazie all’onorevole Francesco Lollobrigida (capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, ndr) per aver reso possibile tutto ciò. So che in quella commissione porterete la vostra integrità e tutti quei valori che vi contraddistinguono umanamente e professionalmente”.

Servizio integrale a cura di Alessandro Lorenzini sul Corriere di Siena del 26 febbraio