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Coronavirus, ipotesi zona rossa a Monteroni d'Arbia. I tamponi proseguono

Gennaro Groppa
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Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è arrivato in piazza Matteotti a Monteroni d’Arbia dopo le ore 14 di martedì 23 febbraio.  “Istituire delle micro zone rosse nel territorio regionale? Certamente Monteroni d’Arbia è uno dei luoghi attenzionati in questo senso, anche i risultati della campagna di screening ‘Territori sicuri’ che è ora in corso ci diranno se è opportuno pensare di attuare una misura di quel tipo. A Sansepolcro, ad esempio, i risultati dello screening effettuato ci hanno tranquillizzato, in quel caso invece di attuare una micro zona rossa sono state chiuse le scuole”. Un provvedimento, questo, che tuttavia a Monteroni d’Arbia è già stato attuato.

Sul colore della Toscana, e sull’ipotesi di un passaggio in zona rossa, il presidente Giani vuole fare delle puntualizzazioni: “Attualmente siamo a circa 800 nuovi contagi giornalieri, c’è stato un momento nel quale ce n’erano 2.700. Se i dati crescono e verrà presa una decisione di questo tipo ne prenderemo atto, tuttavia rimarco che ci sono stati frangenti nei quali si registrava il triplo di nuovi contagi rispetto ad ora”.

 

In piazza Matteotti ieri sono stati effettuati 900 tamponi. In quattro giorni ne verranno realizzati circa 4mila. “Come vedete stiamo cercando di effettuare questa iniziativa in varie località, in Toscana ogni giorno vengono realizzati più di 20mila tamponi. Realizzare ‘Territori sicuri’ anche nelle città oltre che in comuni di media o piccola grandezza? Magari in luoghi più grandi si potrebbero fare screening per quartieri, nel caso senese potremmo parlare di analisi per contrade o per rioni. Ho visto che il sindaco di Siena Luigi De Mossi ha deciso di chiudere alcune scuole, condivido questa scelta dal momento che avevano verificato che il propagarsi del contagio avveniva attraverso gli istituti. Per quel che riguarda i vaccini ribadisco che credo che ne avremo bisogno per tre anni. Se anche dovessero volerci sei mesi per una riconversione penso che la Toscana, che è terra di farmaceutica, potrebbe essere coinvolta in questo processo”.

Antonio D’Urso, al suo fianco, ha risposto a domande anche sulle necessità esistenti nelle centrali del tracciamento, un fiore all’occhiello del sistema toscano di lotta al Covid dato che le percentuali sono sempre rimaste su dati altissimi. “Siamo costantemente alla ricerca di nuovo personale – ha affermato il dg. – Abbiamo aperto un bando, la ricerca da parte nostra è continua e non ci poniamo limiti al riguardo. Ad Arezzo, ad esempio, dieci persone che erano impegnate nel tracciamento sono entrate in scuole di specializzazione medica. L’obiettivo che ci poniamo è quello di continuare a tracciare con altissime percentuali e con grande rapidità. Per quanto concerne gli ospedali del territorio della Asl Toscana sud est non registriamo dei picchi per i ricoveri. Ad Arezzo si è verificato un lieve innalzamento dei casi, ma posso dire che la situazione è comunque sotto controllo”.