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Siena, varco elettronico alla stazione: ingressi a tempo in piazzale Rosselli

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Carlo Pellegrino
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Piazzale Rosselli cambia e continuerà a cambiare: l’ultima idea è quella di un varco elettronico. Il Comune di Siena vuole uno spazio diverso, più funzionale e adatto alle esigenze della città: quanto fatto negli ultimi mesi insomma, non è la fine, ma solo l’inizio di una nuova idea dello spazio sul quale si affaccia la stazione. Regolamentare gli accessi, seguendo il modello di altri scali ferroviari, come Bologna, ma anche degli aeroporti, come Fiumicino, può restituire la piazza a un uso più adeguato alle caratteristiche della città di Siena. Non è in discussione impedire l’accesso, solo quello di regolamentarlo. E quindi disporre ingressi a tempo: insomma si entra in piazzale Rosselli solo quando, e per quanto, si ha necessità di farlo, magari per accompagnare un parente o un amico a prendere il treno.

“L’intenzione è quella di renderla più fruibile ai pedoni – afferma Sara Pugliese, assessore comunale ai lavori pubblici – stiamo lavorando sulla fattibilità tecnico economica dell’intervento e quindi il progetto è ancora nella fase embrionale, dovremo riparlarne nei prossimi mesi. Ma l’impostazione generale su cui vogliamo basarci è chiara. Capovolgere la situazione attuale, che vede il transito nella piazza più calibrato per i mezzi che per le persone. Ovviamente rimarranno alcuni stalli per gli autobus, quelli necessari, ma vogliamo svuotare l’area da tutte le funzioni che oggi la ingolfano, la snaturano”.

Siena vuole cambiare, anche piazza della stazione deve adeguarsi. “A me piacerebbe tornare a quella che era l’idea iniziale di quest’area – riflette l’assessore Pugliese – a qualcosa che possa ricordare l’originale progetto dell’architetto Angiolo Mazzoni anche se sono consapevole che, a causa di tutti gli interventi effettuati negli anni sopra e sotto la piazza, purtroppo questo non è del tutto possibile. Insomma un luogo di ampio respiro, una zona in cui era presente il verde pubblico. Guardando oltre, noi dobbiamo alleggerire questo luogo, andando a togliere e non ad aggiungere altri pesi. Una piazza che sia più una piazza e meno una strada, un luogo di sosta o al massimo un punto di passaggio. Non certamente un punto di transito veicolare, ma uno spazio che sia al servizio non solo della stazione, ma anche dei cittadini che tornino a vivere la piazza”.

E’ un progetto importante, su cui il Comune sta lavorando da tempo. Partendo del rifacimento della pavimentazione e del risanamento idraulico della piazza, uno dei punti deboli della città in caso di precipitazioni atmosferiche. “Dopo il profondo intervento di rifacimento della fognatura – ricorda Pugliese – tra fine dicembre e inizio gennaio, sfruttando la chiusura delle scuole e il minore afflusso dei veicoli, abbiamo proceduto al risanamento della pavimentazione interessata ai lavori. E’ stato quindi rimosso il tappeto usurato, con il consolidamento del sottofondo e la stesura del bitume. Per ridurre al minimo i disagi abbiamo lavorato di notte”. “Il prossimo step – annuncia - sarà in primavera. E’ infatti necessario far passare qualche mese affinché la pavimentazione si stabilizzi, poi andremo a creare l’asfaltatura definitiva. Contestualmente sostituiremo la segnaletica orizzontale. Piazzale Rosselli, insomma, inizierà a cambiare aspetto avvicinandosi all’idea che abbiamo pensato al momento del progetto”.

Dopo i test “sotto sforzo” con simulazioni di temporale subito dopo l’intervento, il parcheggio sotterraneo è stato messo a dura prova da madre natura già dal mese di dicembre: il risultato è positivo. “Diciamo che le gravi infiltrazioni a cui eravamo abituati sono stati quasi interamente risolte – spiega l’assessore ai lavori pubblici – abbiamo ancora un paio di punti in cui permangono dei problemi che possono essere considerati minimi e per i quali ci siamo presi un po’ di tempo”. Sul tavolo anche il rapporto con Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, proprietaria dell’area: “Abbiamo instaurato una collaborazione positiva con il responsabile di zona. Le convenzioni stipulate negli anni sono tante e sarebbe utile farle confluire in un unico accordo più funzionale alla manutenzione e alla valorizzazione dell’area”.