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Coronavirus, emergenza tra i giovani a Siena e Monteroni d'Arbia. De Mossi: "Basta assembramenti o misure più severe"

Carlo Pellegrino
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Non solo la provincia, ora anche la città di Siena è nella morsa del Coronavirus. Mentre a Monteroni d’Arbia il sindaco Gabriele Berni chiude tutte le scuole dopo casi accertati di variante brasiliana e inglese, nel capoluogo la situazione peggiora così tanto da indurre il sindaco Luigi De Mossi e il direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Antonio D’Urso, a diffondere una nota congiunta.

Monteroni d’Arbia

Un caso di variante inglese, due di variante brasiliana. Isolata nel tampone di uno studente della scuola media Renato Fucini. Nella sua classe, una seconda, si sono contagiati 13 ragazzi: positività giunte una dopo l’altra, dalla giornata di venerdì, che avevano insospettito l’azienda sanitaria per la velocità con cui il virus si era propagato. Da qui la decisione del sindaco Gabriele Berni: chiusa non soltanto la scuola media, 200 ragazzi di nove classi e tre sezioni a casa, ma anche tutti gli altri istituti. “Parliamo di cinque scuole statali - afferma il primo cittadino - una dell’infanzia e un nido comunale. Decisione inevitabile, vista la situazione: ci auguriamo che aver agito con questa prontezza con il tracciamento e gli isolamenti, sin dalla prima positività accertata, possa servire a limitare i problemi. Per quanto durerà l’ordinanza? Fin quando sarà necessario. Diamo tempo all’azienda sanitaria di effettuare tutte le ricerche. Poi valuteremo”.

Come dire che adesso l’importante è arginare la diffusione del virus in una comunità che conta oltre 9mila abitanti. “Al momento abbiamo 33 positivi accertati - riflette il sindaco Berni - e ci auguriamo di avere se non altro limitato i problemi con queste misure. Ripeto, necessarie. Aspettiamo i prossimi giorni per avere un quadro più chiaro della situazione sanitaria, poi valuteremo il da farsi con le altre istituzioni e la Asl”. Possibile immaginare uno screening a tappeto sul modello “Territori Sicuri” a Chiusi? “Presto per dirlo - risponde Berni - Ciò che sappiamo adesso è che il virus, spinto delle varianti, sta circolando. Diamo tempo di completare il tracciamento e al termine del monitoraggio valuteremo altre eventuali azioni. Per ora mi sento di ringraziare tutti, dal personale scolastico, a quello sanitario, a tutta la popolazione. Mai come ora è necessario rispettare le regole”.

Siena

Adesso è anche il capoluogo a preoccupare. “Stiamo seguendo con attenzione – afferma il sindaco di Siena, Luigi De Mossi – l’evolversi della situazione dei contagi in città, con 25 nuovi positivi. I dati che arrivano dalle scuole ci mostrano che la circolazione del virus è molto attiva tra i giovani: questo deve indurre tutti alla massima prudenza e ci impone di osservare le precauzioni ormai ben note. Raccomando una volta di più l’uso dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e gel disinfettante, ma soprattutto chiedo di evitare assembramenti inutili che sono la prima causa di diffusione del contagio, diversamente dovremo applicare misure più restrittive”.

In attesa degli anticorpi, nei quali anche De Mossi nei mesi scorsi aveva riposto grande fiducia, ormai è chiaro che senza una vaccinazione di massa, rapida ed efficace, la situazione non potrà migliorare. “La campagna di vaccinazione ci aiuterà nella lotta contro questo nemico invisibile - afferma il sindaco - ma dobbiamo ancora osservare grande attenzione nei comportamenti se vogliamo aiutare noi stessi e gli altri. È evidente, ora più che mai, che le azioni di prudenza e il rispetto delle indicazioni devono essere rispettate fedelmente. Non dobbiamo abbassare l’attenzione, continuiamo a dimostrare responsabilità, per mantenere gli ambiti di socialità raggiunti e intensificare una lotta che si vince insieme”.

Un concetto ribadito anche dal dg della Asl, Antonio D’Urso: “Stiamo monitorando con grande attenzione la situazione di Siena, mettendo in atto tutte le misure di prevenzione per cercare di bloccare il diffondersi dell’epidemia - assicura - È fondamentale che tutti continuino a rispettare le regole che sono fondamentali per contrastare l’epidemia in attesa che la vaccinazione possa raggiungere i numeri da tutti auspicati. L’Asl Toscana Sud Est è in campo con tutte le proprie forze per contrastare la pandemia, facendo leva sull’alleanza con le istituzioni sul territorio e sulla sensibilità di tutti i cittadini, solo così vinceremo tutti e sapremo superare insieme anche i momenti più complicati”.

Altri due morti

Il momento, d’altra parte, è uno dei più delicati dall’inizio della pandemia. Ieri all’ospedale Le Scotte di Siena altri due morti: sette i decessi negli ultimi quattro giorni. Non solo: sette nuove ingressi che, a fronte di tre dimissioni, fanno ancora salire le persone ricoverate. Che diventano 63, di cui 9 in terapia intensiva e 12 con assistenza respiratoria tramite casco. In ulteriore crescita anche i casi giornalieri, 88: è il dato più alto nell’Area Vasta (Arezzo 80 e Grosseto 22), per rintracciare i quali - tra le 14 di martedì e le 14 di ieri - sono stati effettuati 1.205 tamponi. Con appena 34 guarigioni, le persone positive in carico sono 921. Il virus colpisce in tutta la provincia: 20 comuni su 35 registrano casi. Nel capoluogo, come detto, sono 25; a Colle Val d’Elsa e Monteriggioni 8; a Poggibonsi e Sovicille 7; a Monteroni d’Arbia5; a Castelnuovo Berardenga, Montepulciano e Sarteano 4; ad Asciano, Gaiole In Chianti, Chiusi, San Quirico d’Orcia e Trequanda 2; a Buonconvento, Casole d’Elsa, Chiusdino, Piancastagnaio, Pienza e San Gimignano 1.