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Siena, varianti Covid e contagi a scuola. Impennata di tamponi

Gennaro Groppa
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Nell’arco di venti giorni sono più che raddoppiati i tamponi effettuati nei drive through della provincia senese. Questi i dati: lo scorso 27 gennaio gli esami realizzati in queste strutture erano stati 285, ieri, 16 febbraio, invece 590. Una crescita imponente, con una curva che è salita nel tempo, giorno dopo giorno. Il 2 febbraio, infatti, erano stati realizzati 378 tamponi; sette giorni più tardi, il 9 febbraio, gli esami eseguiti erano stati 468. Il tutto in strutture come i drive through che avevano avuto un utilizzo imponente al momento della loro attivazione e anche con l’arrivo della seconda ondata del virus, ma che invece avevano visto successivamente un afflusso inferiore di cittadini. Questa grande crescita di tamponi effettuati si sta manifestando nelle ultime settimane nelle varie strutture del territorio. Lo si è visto al drive through senese, dove già lunedì e ancor di più ieri mattina si sono formate lunghe file di automobili con tanti cittadini in attesa di poter fare il test.

 

La stessa cosa è avvenuta a Poggibonsi, come confermato da una nota stampa della Asl Toscana sud est diramata ieri pomeriggio: “Questa mattina (ieri, ndr) si sono verificati problemi nell’accesso al drive through situato davanti all’ospedale di Campostaggia, a causa del notevole afflusso di mezzi. Le esigenze di ampliare il tracciamento hanno portato all’effettuazione di 360 tamponi nella sola giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr), con un considerevole sforzo logistico che ha richiesto anche l’impegno della Polizia municipale di Poggibonsi. I disagi potrebbero ripetersi nei prossimi giorni a causa della grande richiesta di tamponi da effettuare al drive through”. La questione è quindi ormai nota, la tendenza è diffusa sia a Siena che a Poggibonsi e in Valdichiana. Varie le motivazioni che stanno alla base di questa forte crescita nella richiesta di tamponi: una di queste la si legge anche nella nota della Asl, che quindi ne dà conferma, e si riferisce alla necessità di ampliare il tracciamento. Il motivo è semplice: la presenza di maggiori casi di varianti del virus implica un tracciamento più approfondito. Nel caso infatti di una positività alla variante brasiliana o inglese del Coronavirus vengono chiesti al paziente i contatti che ha avuto non solamente nelle 48 ore precedenti alla sua positività, ma addirittura nei 14 giorni prima. Ne consegue che il numero dei tamponi da effettuare aumenta in maniera vertiginosa. E si moltiplica in modo esponenziale.

 

 

Al riguardo, il direttore generale della Asl Toscana sud est Antonio D’Urso ha chiarito la portata locale del caso-varianti, che sta allarmando ovunque per il rischio di una nuova accelerata del virus, e ha dichiarato: “La presenza di varianti nel territorio dell’area vasta è inferiore rispetto alla situazione nazionale. Nel Senese abbiamo 12 casi di virus con la variante brasiliana nella Valdichiana senese su un numero di tamponi che solo quotidianamente è più di mille in media. E abbiamo 35 casi di variante inglese sul territorio della Asl Toscana sud est”. Lunedì pomeriggio D’Urso è intervenuto nella trasmissione di RaiUno “Oggi è un altro giorno” (foto in alto): “A Chiusi abbiamo testato il 70% della popolazione con l’iniziativa ‘Territori sicuri’ – ha ricordato alla tv pubblica nazionale. – Le attività di testing sono cruciali, la guardia va mantenuta sempre alta”. Un’altra motivazione nella crescita della richiesta di tamponi è dovuta al ritorno nelle aule scolastiche: se uno studente è positivo, infatti, tutti i suoi compagni di classe devono effettuare l’esame. Mentre a proposito del tracciamento, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha scritto ieri sul suo profilo Facebook: “Il tracciamento dei positivi nella nostra regione continua ad essere al 100%. Grazie a tutti gli operatori, molti giovanissimi, che ogni giorno ricercano i contatti dei casi positivi con dedizione e impegno. La Toscana è fiera di poter contare sulla vostra generazione”.