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David Rossi, l'avvocato Pirani: "La Procura riapra il caso dopo la testimonianza di Correa"

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“La Procura di Siena apra un fascicolo per l’omicidio di David Rossi”. Paolo Pirani, avvocato della famiglia dell’ex manager di Monte dei Paschi di Siena, chiede l’apertura di una nuova indagine dopo la testimonianza di William Villanova Correa, riportate da Il Fatto Quotidiano e riprese poi da altri organi di stampa.

 

Correa sta scontando una condanna a vent’anni nel carcere di Volterra per l’omicidio della giovane prostituta Lucelly Molina Camargo, avvenuto il 3 marzo 2013 a Siena, in via Vallerozzi: tre giorni prima la scomparsa di Rossi. Correa è stato sentito dai magistrati genovesi nel filone d’indagine su festini ed escort, poi archiviata dal gip ligure Franca Maria Borzone. Il teste ha detto di sapere chi ha ucciso Rossi. “E’ stato un albanese che vive a Milano, insieme a due complici”. Correa ha anche dichiarato a verbale di conoscere il movente dell’omicidio: “Rossi era a conoscenza di fatti riguardanti lo Ior”. Secondo l’avvocato Pirani queste dichiarazioni siano sufficienti a connotare come “atto dovuto e di legge aprire un fascicolo per l’omicidio di Rossi”. “Se ci sono dichiarazioni di questo genere non possono rimanere inesplorate. E’ un’attività necessaria”. 

 


Dalle carte di Genova si evince come Correa sia ritenuto un soggetto “fragile”; lo stesso giudice mette in guardia da un suo possibile “protagonismo narcisistico”. Pirani aggiunge però che “chi fa dichiarazioni poi se ne assume la responsabilità ed eventualmente risponde di calunnia o di qualsiasi altra ipotesi di reato”. “Resta il fatto - chiosa il legale - che quelle dichiarazioni dicono che David è vittima di un omicidio, il fascicolo deve essere aperto. Lo stesso gip Borzone, nell’atto di archiviazione, fa capire che quelle dichiarazioni dovrebbero portare a questa ipotesi”. “Ricordo – aggiunge ancora l’avvocato Pirani - che se al momento della morte di Rossi si fosse subito aperto un fascicolo per omissione di soccorso, forse oggi parleremmo di un altro provvedimento. Nonostante gli stimoli che arrivarono all’epoca anche dal collega Luca Goracci e dal consulente Luca Scarselli, tale fascicolo fu aperto solo nel 2017 (quattro anni dopo, ndr) e quel ritardo ha portato all’impossibilità di acquisire tabulati telefonici o di rilevare chi sia entrato nel vicolo di Monte Pio (dove è precipitato Rossi il 6 marzo 2013, ndr). Memore di ciò, penso che questa attività di approfondimento sia necessaria”.