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Chiusi, Bettollini: "Pronto a dimettermi ma non in questo momento di crisi Covid"

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A Chiusi la crisi politica è stata scongiurata, probabilmente solo rimandata, dalla crisi per il Covid. A rivelarlo è lo stesso sindaco, Juri Bettollini. "Avevo convocato per domani sera (5 febbraio) un consiglio comunale nel quale avrei evidenziato la mia sofferenza nel ricoprire l'incarico di primo cittadino e avrei presentato le mie dimissioni. Come vuole l'iter, sarebbero state discusse per poi entrare in vigore 20 giorni dopo. Quel consiglio comunale è stato cancellato, e ho ritirato l'ordine del giorno. L'ho fatto perché due giorni fa ho sentito il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  che davanti a quello che sta succedendo per il governo ha richiamato tutti al proprio dovere. Nella nostra città la situazione del virus è esplosa e sta andando fuori controllo, stiamo affrontando numeri mai fronteggiati da un anno a questa parte ed è una mia responsabilità rimanere al mio posto. Non aprirò la crisi nel Comune, adesso occorre un sindaco in carica, effettivo, che gestisca questa tremenda emergenza facendosi forte con le istituzioni. Per l'altro discorso, che esiste ed è concreto, la discussione è solo rimandata a tempi migliori".

 

 

Il Covid sta nuovamente aggredendo la città di Porsenna: "I contagi salgono ogni giorno, sempre di più, e questa terza ondata sta sfuggendo ai tracciamenti, tanto che siamo tutti a rischio. Per prima cosa, quindi, ho fatto domanda per essere inclusi nel programma di screening di massa Territori sicuri, in modo che tutti i cittadini possano essere sottoposti ai tamponi antigenici. C'è una cabina di regia regionale che valuta giorno per giorno le varie situazioni per poi decidere dove intervenire. In base a quei parametri, il nostro è il secondo centro a livello toscano ad avere bisogno. Abbiamo scalato la classifica, purtroppo, quindi ho chiesto con la massima urgenza un incontro con i responsabili, in viceoconferenza, per ottenere salvaguardia e test".

 

 

Non è il solo atto messo in piedi da Bettollini, che infatti aggiunge: "Il nostro focolaio gira intorno, direttamente o indirettamente, all'asilo Sacro Cuore, che dunque non riaprirà, almeno fino al 6 febbraio, poi valuteremo. Ho fatto un'ordinanza per inibire l'ingresso nei parchi pubblici e nelle aree giochi, dove le occasioni di incontro tra bambini e adulti sono troppo rischiose. Sarà proibito consumare cibi e bevande all'aperto, su panchine o in strada: le cose si comprano e si portano a casa. Divieto di sostare davanti ai locali o nelle vie immediatamente limitrofe, per non creare assembramenti: si può stare solo all'interno di bar e ristoranti, in base alla capienza e ai distanziamenti. Una raccomandazione, visto che non possiamo imporci con atti ufficiali in questo campo: no agli incontri nelle proprie abitazioni con gli amici e nemmeno con i parenti. Il pericolo, fino a che non ci saranno i risultati degli screening, è troppo concreto".