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Siena, Luciano Moggi: "Quando si fanno scelte sbagliate, come sulla Robur"

Luciano Moggi
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Badesse è una località a pochi km da Siena, circa quattro, dove risiedono un centinaio di anime, dove operano molte ditte e hanno sede quasi tutti i corrieri internazionali più importanti. Alle Badesse esistono anche un bel centro sportivo e una squadra di calcio, che gioca incredibilmente in serie D, grazie alla passione e all’accertata bravura dei dirigenti locali. Mercoledì scorso il Lornano Badesse è stato protagonista di un’impresa fantastica, e che verrà ricordata per sempre dagli avventori del circolo sociale, durante le loro agguerrite partite a carte: sconfiggere il Siena per 2-0! Sì, proprio quel Siena che per molti anni è stato protagonista in serie A, grazie all’allora presidente De Luca, e a qualcuno di mia conoscenza che contribuiva con aiuti tecnici per la permanenza della società nella massima serie. Anni d’oro furono quelli per il Siena calcio, ricchi di soddisfazione, che la città meritava e meriterebbe tuttora.

Ora, invece, nella bella città medievale, famosa in tutto il mondo per la ricchezza di storia e cultura che contiene, è tutto cambiato a livello pallonaro, con la società che staziona, dopo un terribile fallimento, in serie D, uscendo addirittura sconfitta nelle due ultime partite da ‘prestigiose’ squadre, come il Trastevere (quartiere romano) e, appunto, Lornano Badesse, frazione ricca non di cultura e storia, ma di ditte e corrieri internazionali, come il Dhl. I tifosi della squadra bianconera, ahimè, credevano che il punto più basso della prestigiosa Robur fosse stata la sconfitta di qualche anno fa con il Grifo Cannara, invece mercoledì hanno toccato con mano che il fondo ancora non era stato toccato, ci voleva il Lornano Badesse ad aprire i loro occhi e catapultarli nel più terribile degli incubi. Nulla è mai per caso nella vita, e lo stesso discorso vale nel calcio. Tutto ciò è frutto di scelte sbagliate avvenute durante l’ultima estate, quando il sindaco di Siena Luigi De Mossi decise di affidare la Robur ad un gruppo armeno, popolo più portato per gli scacchi che per il pallone, con la supervisione di Andrea Bellandi, attuale vice presidente, che mai e poi mai nella sua vita si è occupato di calcio, ma di altro… Nulla si improvvisa nel calcio e questa è la dimostrazione, con scelte assurde effettuate come quella di far sedere in panchina un allenatore russo al posto dell’esonerato Gilardino. L’allenatore si chiama Pahars e parla in inglese a dei ragazzi che militano in serie D: tutto ciò fa più ridere di una barzelletta. Pahars, dopo la sconfitta con il Lornano Badesse ha dichiarato che lui chiedeva ai giocatori, in inglese, di schierarsi a ‘rombo’, invece giocavano allineati. Il rombo è buono con le patate arrosto, mi verrebbe da commentare.

Probabilmente dovranno fare un corso accelerato di inglese, se vorranno vincere il campionato, traguardo obbligatorio per la Robur. Eppure sarebbe stato molto semplice virare le sorti della società dopo la gestione di Anna Durio: bastava affidarla ad un imprenditore italiano con le idee chiare, un uomo di calcio, che ha sempre fatto bene ovunque sia stato, conquistando promozioni e, soprattutto, lasciando sempre le società in bianco. Un uomo che avrebbe fatto bene di sicuro nella bella città del Palio, con passione e responsabilità. Ma sono stati scelti gli armeni e queste sono le conseguenze. “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”.