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Siena, percepisce il reddito di cittadinanza ma non gli spetta: denunciato dalla Guardia di finanza

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In un periodo come quello attuale, particolare attenzione va posta sulle modalità con cui le risorse pubbliche, a vario titolo erogate, vengono impiegate in concreto dalla collettività. In tale contesto i finanzieri del comando provinciale di Siena, in sinergia e collaborazione con l’Inps, stanno monitorando anche le posizioni dei percettori del reddito di cittadinanza, sussidio economico che viene erogato a soggetti o a nuclei familiari in possesso, cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, di alcuni requisiti specifici, sia soggettivi che econometrici ben precisi.

 


Nella circostanza è stata di recente individuata la posizione di un soggetto residente nel fiorentino e titolare di partita Iva che ha omesso di indicare nella dichiarazione sostitutiva unica, presentata per la certificazione del reddito Isee, redditi effettivamente conseguiti derivanti dall’attività professionale esercitata per un importo complessivo di circa 14mila euro. A seguito infatti dell’incrocio dei dati delle banche dati in uso e valorizzando le risultanze di un precedente controllo fiscale, le fiamme gialle senesi sono riuscite a far emergere fatture emesse dal beneficiario e non contabilizzate, sì da rendere il suo volume d’affari inferiore a quello effettivo. L’ammontare complessivo del reddito di cittadinanza indebitamente percepito in nove mesi è risultato pari a circa 5mila euro. 

 


Il soggetto è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, in quanto ha indicato dati non veritieri nelle attestazioni Isee e non ha provveduto alle comunicazioni di variazione del reddito o del patrimonio, come invece previsto dalla normativa di riferimento. Analoga segnalazione è stata effettuata al competente ufficio dell’Inps per il blocco delle successive erogazioni e per il recupero delle somme già indebitamente percepite.
L’attenzione investigativa che la Guardia di Finanza sta rivolgendo a quanti si pongono volontariamente al di fuori delle regole si inquadra nel più vasto ambito delle attività di polizia economico-finanziaria condotte a contrasto dell’indebito accesso alle prestazioni assistenziali, che  danneggia tutti coloro che - soprattutto nell’attuale contesto epidemiologico caratterizzato da una diffusa richiesta di sovvenzioni pubbliche - hanno concretamente bisogno di assistenza per sopperire alle sopraggiunte situazioni di difficoltà economica