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Caso David Rossi, Antonella Tognazzi: "Delusa, hanno fatto come Ponzio Pilato". Il commento all'archiviazione dell'indagine sui festini a luci rosse

Alessandro Lorenzini
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Sono delusa, non ho più fiducia nel sistema giudiziario, me l’hanno fatta perdere”. Sono le parole amare di Antonella Tognazzi, vedova di David Rossi, dopo l’archiviazione dell’indagine della Procura di Genova sui presunti festini a luci rosse a cui avrebbero partecipato alcuni magistrati senesi. Secondo la famiglia di Rossi, che si era opposta all’archiviazione, sarebbero serviti altri approfondimenti prima di archiviare l’indagine.

“C’è poco da commentare – dice Antonella Tognazzi - hanno fatto come Ponzio Pilato. Abbiamo riscontrato molta superficialità nella conduzione delle indagini, invece di andare a fondo sugli approfondimenti di indagine e sulle nuove testimonianze che avevamo segnalato insieme ai legali, i magistrati hanno scelto di non convocare neppure questi testimoni. E’ rilevante - aggiunge - che negli atti di Genova è stata tuttavia considerata attendibilissima la testimonianza dell’ex escort. La delusione è tanta”.
“Me lo aspettavo”. Carolina Orlandi, figlia della stessa Antonella Tognazzi, si limita a poche parole nel commentare la notizia dell’archiviazione da parte del gip di Genova sul filone “escort e festini”. “Posso solo dire che in parte me lo aspettavo – aggiunge Carolina Orlandi -, avevano l’occasione per dare una coraggiosa sterzata a questa brutta pagina della giustizia italiana, invece non l’hanno colta e si sono limitati a seguire il tracciato. Speriamo che la commissione parlamentare d’inchiesta prenda una scelta diversa”. Preferisce invece non commentare la vicenda l’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini. Il suo legale di fiducia, Massimo Rossi, dice di “non essere meravigliato, personalmente non ho letto l’ordinanza di archiviazione, ma so che a Genova il giudice che l’ha firmata gode di grande prestigio e quindi immagino che sia un’ordinanza più che meditata. Per alcuni reati del resto la prescrizione era a un passo, basta avere conoscenza del codice penale”.