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Siena, scoperta un'altra chat degli orrori: pedopornografia, razzismo e violenza. Ragazzini indagati e sequestri con l'operazione Utistici

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Dopo la più nota chat “The Shoah Party”, l’operazione “Utistici”, come gli stessi indagati hanno nominato il gruppo,  WhatsApp. E' stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Siena, coordinati dal procuratore Antonio Sangermano, della Procura della Repubblica per i Minorenni della Toscana. L'operazione è partita dall'Arma del capoluogo senese, ma non vede coinvolte persone in provincia.

 Ragazzi tra i quattordici e i diciassette anni, e anche maggiorenni, tutti originari di altre regioni d’Italia , hanno attuato un sistematico interscambio, in condivisione di immagini e filmati, inerenti la pedopornografia, con bambini anche in tenerissima età, costretti a subire e compiere atti di natura sessuale disumani, ma vi è di più, hanno scambiato anche numerosi immagini inerenti l’odio razziale, hanno inneggiato a dittature sanguinarie e stragiste (con reiterate immagini di Adolf Hitler, dei simboli del nazi-fascismo e del terrorismo di matrice islamica), tutto in abbinamento con il Best Gore, ovviamente scaricato dai più noti “Dark e Deep web”, questo nel quadro più generale di esaltazione della forza e della violenza come “misura di tutte le cose”.

Infatti, a Siena, gli investigatori dei Carabinieri, hanno continuato ad indagare in questi ambienti, anche dopo la più nota indagine conosciuta ai più, col nome “chat degli orrori”, iniziata nell’aprile 2019, infatti, nuove perquisizioni, alla ricerca delle prove inerenti le ipotesi di reato contestate agli indagati, hanno portato al sequestro di numerosi smartphone, memorie sd, pc, chiavette Usb, che saranno successivamente analizzati.

Diffusione e detenzione di materiale pedo-pornografico e istigazione a delinquere le ipotesi di reato che ruotavano attorno alla disgustosa chat denominata “Gruppo utistico”, nella quale sono coinvolti numerosi minorenni di tutta Italia.

Dalle loro chat, è emersa una descrizione dettagliata ed inquietante dei loro interessi, paralleli ad una vita apparentemente normale di un adolescente, infatti questa volta nella chat, ci sono anche ragazze, le quali spesso con richieste esplicite, non meno ai compagni maschi, interagiscono a pieno titolo sugli argomenti trattati, avendo consapevolezza del disvalore sociale e criminale delle loro azioni.

Infine, dall’analisi del materiale pubblicato in condivisione nella chat del “gruppo utistico”, sono scattate perquisizioni e interrogatori dei minori coinvolti, al fine di chiarire le loro posizioni. Molto del materiale detenuto, in condivisione e censurabile, è proveniente dagli ambienti del web sommerso, conosciuto come “Dark e Deep web”, ossia quella parte di internet dove solo gli utenti più esperti, riescono ad accedere.