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Siena, Caritas mobilitata per i poveri durante le feste di Natale. Il messaggio del cardinale Lojudice

Filippo Tecce 
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Volontari mobilitati per il pranzo di Natale, circa 50 famiglie aiutate, una lettera di auguri dalla Caritas scritta dall’arcivescovo Augusto Paolo Lojudice. Il virus condiziona Natale, abitudini, ed il modo di aiutare il prossimo. “La beneficenza ci deve essere ma va fatta con intelligenza oltre che con il cuore” dice Anna Ferretti, una delle volontarie. La pandemia non ha rappresentato un freno, casomai un riadattamento. “Il Covid ci ha impedito di essere insieme ma abbiamo cercato di stare vicini per come ci era possibile” racconta Ferretti.

Regole uguali per tutti nel Natale da zona rossa. Quel che vale per un ristorante vale analogamente per la mensa della Caritas. Pacchi consegnati a domicilio dai volontari. Pasti pronti distribuiti alla mensa, senza possibilità di consumare il pranzo sul posto. Anche la solidarietà, dunque, fa asporto e delivery. Perché pure chi ha speso il suo tempo nel giorno di Natale deve poter schivare il virus e di conseguenza non essere vettore di contagio per gli altri e viceversa. Quindi mensa chiusa, nessuna tavolata. Unica eccezione per le sei persone del dormitorio della casa di accoglienza notturna: loro vivono insieme. “Funzioniamo come i ristoranti, abbiamo gli stessi gli stessi vincoli” spiega Ferretti. 

Chi non poteva andare alla Caritas a prendere il pasto gli è stato consegnato a domicilio. Alle dodici del giorno di Natale i volontari sono partiti per la consegna in una giornata fredda, con Siena fatta bianca dalla grandine. Circa quindici persone si sono rese disponibili tra cucina e distribuzione dei pasti. Giovani e meno giovani. Persone dalle esperienze trasversali. Si va da chi affonda le proprie radici nei gruppi cattolici, scout, chi si è spontaneamente messo a disposizione, ma anche famiglie e studenti universitari. O infermieri che dedicano il loro tempo libero al volontariato. “Facciamo tutti massima attenzione - precisa Ferretti - perché siamo in un convento con molte suore anziane, occorre cautela e prevenzione”. 

Insieme con il pacco alimentare c’era una lettera, con un messaggio di auguri del cardinale Augusto Paolo Lojudice, inviata a tutte le Caritas della diocesi di Siena per essere poi recapitata alle famiglie bisognose. “Testimonia la vicinanza dell’Arcivescovo verso gli ultimi - dice Ferretti - fosse per lui visiterebbe di continuo i nostri centri di accoglienza a Le Tolfe ed Arbia”. Nella lettera, Lojudice scrive che è un “Natale più vero che ci permetterà di scoprirci più vicini anche se distanziati, più aperti anche se col volto in maschera, più disposti a collaborare se scopriamo quanto è importante fare le cose insieme e che, se fatte insieme, producono frutti molto più abbondanti”.