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Caso David Rossi, la procura di Genova rinvia la decisione sull'archiviazione della vicenda escort e festini

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David Rossi

Alessandro Lorenzini
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Ancora attesa per il caso “escort e festini” legato alla morte di David Rossi, l’allora capo della comunicazione di Mps, volato da una finestra di Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013.
Il giudice per le indagini preliminari della Procura di Genova Franca Maria Borzone si è infatti riservata di decidere sulla richiesta di archiviazione per l’indagine sui presunti festini a luci rosse a cui avrebbero partecipato alcuni pm senesi che avevano indagato sulla morte di Rossi.

All’udienza hanno partecipato i legali della famiglia Rossi, gli avvocati Carmelo Miceli e Paolo Pirani, che hanno chiesto al giudice di integrare le indagini mentre il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati ha insistito sulla richiesta di archiviazione. La Procura di Genova, infatti, a giugno scorso ha chiesto di archiviare perché, in sostanza, non ritiene che i pm senesi abbiano agito “sotto ricatto” nell’indagine sulla morte di Rossi.

“Mi aspetto che non sia l’ennesima porta chiusa in faccia perché in questi anni ce ne sono state tante. Noi aspettiamo e speriamo che questo non sia l’ennesimo buco nell’acqua”. Così Carolina Orlandi, la figlia di Antonella Tognazzi, ha commentato la situazione al termine dell’udienza. “Ci sono tante cose mancanti, abbiamo messo insieme noi tutte le cose che sono sparite dal fascicolo, che avevamo prodotto noi, e che non sono state valutate. Ho difficoltà a comprendere come non si possa ammettere che non ci sia stato abuso d’ufficio da parte dei magistrati di Siena”, conclude Orlandi.

“Abbiamo fatto presente alla procura di Genova e al giudice che il testimone, il giovane ex escort che aveva raccontato dei festini di Siena, ha ricevuto diverse minacce. Riteniamo che questa cosa è un fatto gravissimo e abbiamo chiesto anche un incidente probatorio per cristallizzare la sua testimonianza”. Lo ha detto ad Affari Italiani l'avvocato Paolo Pirani dopo l'udienza davanti al gip di Genova.

“Per noi - ha continuato il legale - si gioca tutto sulla figura di questo testimone. Abbiamo fatto presente che quello che dichiara, insieme ad altre attività che abbiamo raccolto, sono coincidenti e quindi è un testimone attendibile”. I pm di Genova sono partiti dai racconti, andati in onda nella trasmissione “Le Iene”, di un escort e dell'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, circa i festini ai quali avrebbero partecipato magistrati con la conseguenza che sarebbero stati ricattati o ricattabili. Anche ammettendo l'esistenza dei festini, sostiene la procura, non sarebbero stati individuati con certezza i partecipanti e non emergerebbero motivi di possibili interferenze con l'inchiesta sulla morte di Rossi.