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Palio di Siena, Bellocchio: "Voglio correre ancora"

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Enrico Bruschelli manca da piazza del Campo da luglio 2017, ma non per questo intende gettare la spugna e abbandonare il grande sogno del Palio. "Questo per tradizione è il momento dell'anno in cui si inizia a programmare il lavoro futuro - spiega Bellocchio. - Si tolgono i cavalli dal prato e piano piano ci  si organizza. E' quello che sto facendo, voglio pensare che, arrivati a marzo, il ritmo sarà quello di sempre. Se non dovesse accadere, ci penserò allora. Cerco di essere ottimista, questo è un mestiere in cui si deve sempre esserlo. Ho fatto il percorso usuale, anche se a maggio era ormai chiaro a tutti che non sarebbe stata la solita stagione ho deciso di mantenere alta l'asticella della preparazione atletica, senza allentare troppo il rigore. Lasciarsi andare sarebbe stato deleterio in fase poi di riprogrammazione".  
L'aria paliesca non è del tutto mancata... "Nei limiti del possibile per la situazione, qualche dirigenza l'ho vista. Comunque, anche quando non era possibile, non mi sono sentito solo. Questo tipo di vicinanza, se è fondamentale per chiunque faccia questo lavoro, per un ragazzo giovane come me, che da tre anni non corre sul tufo e che deve ancora dimostrare quasi tutto è più che determinante. È uno stimolo in più a non mollare nemmeno di un centimetro. Non è stato un anno perso: mi sono avvicinato all'ippodromo, anche se non è il mio campo preferito, e ho allenato soggetti interessanti. Tutto questo mi sta aiutando a valutare aspetti e lati del mio lavoro che diventeranno un bagaglio di esperienza importante presto, quando ripartiremo. Le voci sulla possibilità, anche se a porte chiuse, di iniziare prima il percorso del protocollo sono forti. C'è voglia di correre, di confrontarsi, di fare le cose di sempre. Farebbe bene sia a noi che ai cavalli. L'appuntamento è al canape, per forza".