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Siena, Franceschini: "Non tutti sono chiusi, facciamo chiarezza"

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Primo giorno in zona rossa, oggi (15 novembre), per Siena e per la Toscana dopo un fine settimana di caccia alla spesa generale, per paura di rimanere senza beni di prima necessità per la chiusura dei negozi. Filippo Franceschini, imprenditore senese (oltre che persona molto conosciuta negli ambienti del basket), ha qualcosa da dire al riguardo. "Questo passaggio di colori - commenta - è accaduto talmente velocemente e inaspettatamente che non tutti hanno capito per bene che la situazione non è come quella del lockdown di primavera. Tante attività sono chiuse, è vero: anche 2 delle mie 3. Ma ce ne sono molte altre che restano aperte al pubblico, dove è ovviamente consentito andare. Semplicemente, va scritto nell'autocertificazione che si raggiunge una delle attività concesse dal famoso "allegato 23" del Dpcm del 3 novembre. Quali sono queste attività? Prima di elencarle, mi preme sottolineare che fare le classifiche di chi è necessario e chi no, è quanto di più sbagliato esista al mondo, perché ogni realtà commerciale è di primaria importanza. Detto questo, consiglio a chi ha anche un solo dubbio di consultate i profili social di ogni attività che interessa. Ormai tutti li abbiamo, e ci sono notizie vere e aggiornate di chi può ricevere il pubblico e sull'attivazione, da parte di chi non potrà, della consegna a domicilio, sicuramente molto più veloce e conveniente anche dei colossi della distribuzione".

Franceschini, poi, elenca chi da oggi resta aperto al pubblico: "Non includo nella lista le realtà che tutti sappiamo benissimo che potranno operare, ovvero farmacie, edicole, tabacchi, supermercati e via dicendo. Sono a disposizione: negozi di articoli sportivi e biciclette; informatica, telefonia, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici; ferramenta, vernici, agricoltura e giardinaggio; articoli igienico-sanitari; illuminazione e allarmi; librerie; cartolerie e forniture per ufficio; abbigliamento e calzature per bambini e neonati; mercerie e biancheria personale; concessionarie auto moto e accessori; giocattoli; cosmetici, profumerie ed erboristerie; fiorai e vivai; cibo e articoli per animali; ottica e fotografia; igiene; lavanderie; barbieri e parrucchieri. A questi, si aggiungono i venditori ambulanti di alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati. Detto questo, mi permetto di fare un appello: ricordatevi che il motore di ogni città sono le attività locali, non le abbandonate".