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Hoffman: "Il mio film The Last Station esiste grazie a Siena"

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Siena e il cinema hanno da lungo tempo una storia prolifica e vincente. Perfino quando i film non sono ambientati nel territorio e non lo riguardano minimamente. Prova ne sia quello che ha raccontato Michael Hoffman, che proprio nella città del Palio ha incrociato un avvenimento che ha dato nuova linfa alla sua carriera. Il regista nativo delle Hawaii, classe 1956, ha legato la sua fama al lancio di Meg Ryan nella pellicola Terra promessa del 1987, e più ancora alla commedia romantica Un giorno per caso del 1996, con George Clooney e Michelle Pfeiffer. Poi, nei primi anni del nuovo millennio, ecco una brusca frenata. "Ero in un momento di stallo della mia carriera - racconta lo stesso Hoffman. - Ricevevo solo rifiuti e anche il mio agente mi spiegò che per me non c'era posto a Los Angeles, ovvero nel cuore della cinematografia mondiale. Ero disperato, dovevo trovare un ingaggio altrove e non era una prospettiva facile. Poi mi venne un'illuminazione. Qualche anno prima mi trovavo a Siena e alla stazione comprai The Last Station di Jay Parini perché era l'unico libro in inglese che c'era. Lo lessi tutto, poi lo misi via. Tratta degli ultimi giorni di Tolstoj  e in quel momento di difficoltà ci ripensai e capii che, più che della vicenda dello scrittore russo, parlava della storia di un matrimonio difficile. Esattamente come il mio, che durava da 14 anni. Così, come dal niente, è nata la sceneggiatura, pensata, abbandonata e ripresa più volte. Quando siamo partiti per la Germania, dove abbiamo girato, ero pieno di entusiasmo". Il film, uscito nel 2009, ha fatto incetta di nomination agli Oscar e ai Golden Globe, pur non vincendo alcun premio.