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Adescava studentesse e giovani coppie e poi le violentava, arrestato finto guru

Carlo Pellegrino
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Quell’associazione che si proponeva di favorire lo sviluppo di energia positiva, in realtà era una trappola. Chi vi cadeva restava sospeso in un mondo buio fatto di presunti corsi liberatori, di soldi da pagare, di sfruttamento, di consulenze mediche e psicologiche farlocche e, soprattutto, di abusi sessuali compiuti tra il 2016 e il 2018. A far luce sulla vicenda, che coinvolge almeno una trentina di vittime, sono stati gli agenti della questura di Siena e di quella di Firenze: tre anni di indagini e adesso due misure cautelari per scardinare la setta. A capo dell’associazione che opera nella zona di Montepulciano c’è un uomo di Siena, 46 anni: da giovedì si trova agli arresti domiciliari. Per quella che all’epoca dei fatti era la sua compagna, una 50enne originaria del Veneto, scatta invece l’obbligo di dimora. 
A scoperchiare un pentolone fatto di abusi morali e sessuali, la denuncia di una madre. Suo figlio da un po’ di tempo è cambiato: a casa è violento e non fa altro che parlare di una fantomatica associazione a cui si è rivolto. La mamma per un po’ non ci fa caso e spera che il problema si risolva poi, allarmata, contatta la polizia. E’ il 2017 e inizia l’operazione congiunta delle due questure. Gli agenti indagano, si appostano, raccolgono materiale. L’ipotesi è che l’imprenditore senese e la donna, in concorso tra loro, con violenza, inganno e approfittandosi della situazione di vulnerabilità delle vittime, ne abbiano ridotte una trentina in uno stato di totale soggezione. Utilizzando come strumento l’associazione gestita e diretta dal 46enne (che ha anche un’azienda, sempre in Valdichiana) in collaborazione con la compagna. Le vittime sono in maggioranza donne, giovani studentesse universitarie e più mature, ma anche uomini. Le teorie vogliono indurre gli adepti a pensare che il benessere psicofisico tanto anelato si può raggiungere solo attraendo energia positiva. Ovviamente non basta stare in compagnia, ma c’è bisogno di soldi: che servono per acquistare gadget, amuleti, dischi e pietre. Si può arrivare a 800 euro per portarsi a casa questi oggetti e non finisce qui perché poi occorre pagare anche per i corsi di formazione e gli incontri di gruppo. Meeting che prendono il nome di “Deltalife”: secondo il santone consentono ai partecipanti di raggiungere l’equilibrio interiore, attraverso la purificazione dell’anima. L’indagato, insomma, è una vera e propria guida spirituale e in caso di rifiuto può decidere di far scattare punizioni esemplari: le ipotesi di reato per lui sono violenza sessuale, esercizio abusivo della professione medica e della professione di psicologo psicoterapeuta. E’ un quadro cupo, fatto di abusi morali e fisici. Il 46enne di Siena è ritenuto responsabile di una serie di violenze sessuali consumate durante gli incontri. Abusi spacciati come pratiche necessarie per liberare l’anima delle adepte e superare blocchi mentali e pregiudizi. In un caso la violenza sarebbe stata consumata in concorso con la compagna. Queste ipotesi di reato vengono contestate nell’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dalla squadra mobile di Firenze e da quella di Siena, coordinate dal servizio centrale operativo di Roma, ed emessa dal giudice per le indagini del tribunale di Firenze su richiesta del sostituto procuratore Angela Pietroiusti della procura della Repubblica del capoluogo toscano diretta dal procuratore Giuseppe Creazzo.