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Incendio Suvignano, la Regione: "Episodio inquietante. Guai se fosse doloso"

Annalisa Coppolaro
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“Un episodio certamente inquietante che ha destabilizzato l'equilibrio di una azienda protagonista della storia recente. Tutte le ipotesi sono aperte per ora, anche quella che l’incendio possa essere doloso, ma saranno i carabinieri a stabilirne le cause”.

L’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli è giunto da Firenze per verificare di persona quanto accaduto nella tenuta di Suvignano, in provincia di Siena, requisita alla mafia e diventata un simbolo di legalità, aggredita da un incendio.

“Guai se questo incendio fosse di origine dolosa – ha proseguito Bugli - se dietro vi fossero poteri che contrastano la lotta alla mafia simboleggiata dall'azienda di Suvignano. Ma per ora è affrettato e superficiale fare ipotesi, dovremo attendere il risultato delle indagini. Non abbiamo avuto nessun segnale di allerta, non ci aspettavamo niente del genere”.

L’assessore ha quindi assicurato che la Regione Toscana seguirà passo passo le indagini portate avanti dalle autorità competenti e che l’impegno profuso in questi anni non verrà scalfito da quanto accaduto la notte scorsa, ma che anzi sarà rafforzato, come ha dichiarato con un comunicato anche il presidente della Regione, Enrico Rossi: “In attesa che le indagini appurino cosa è effettivamente successo è possibile affermare che la Regione continuerà ad impegnarsi perché Suvignano continui a essere ciò che è stato deciso che sia, una realtà di lavoro sano e di economia rispettosa dei diritti e del territorio. Nessuna regione, ha detto in conclusione il presidente, è immune delle infiltrazioni della mafia, nemmeno la Toscana, ma qui ci sono gli anticorpi per difendersi e reagire”.

“'I danni materiali saranno coperti dall'assicurazione – ha aggiunto Marco Locatelli, direttore dell'Ente Terre Regionali Toscane - ma i danni sono su vari livelli. Da una prima stima il danno si aggira sui 800 mila euro, senza considerare i costi di bonifica e per lo smaltimento dei mezzi distrutti. Questo è un luogo prezioso e vi sono altri tipi di conseguenze anche morali e simboliche da prendere in considerazione. Per l'inchiesta, saranno i carabinieri e quindi la procura a risalire ai responsabili di questo incendio, se ve ne sono. Inoltre l'Arpat e l'Asl devono valutare se i venti possano aver spinto via parte dell'eternit bruciata nel rogo verso i centri abitati. Un fatto insomma molto grave sotto molti punti di vista”.

Lo scorso 29 luglio, in occasione dei festeggiamenti dei due anni dal suo ritorno nella disponibilità dei cittadini, è stato inaugurato a Suvignano il “Percorso della legalità”, un vero e proprio sentiero, all’interno della proprietà, che racconta quello che sul fronte della cultura della legalità e dell’antimafia ha fatto e fa la Regione, le iniziative con i giovani sui campi strappati alla criminalità organizzata (prima in Sicilia e Calabria ed oggi in Toscana), la storia della tenuta e la sua rinascita anche da un punto di vista aziendale, con le sue culture, i suoi allevamenti e gli alloggi affittati ai turisti