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Ascianese di 31 anni operata alle Scotte, muore dopo tre mesi e mezzo di calvario. Aperta una indagine

La donna è deceduta il 27 dicembre in una clinica di Bergamo dopo una lunga serie di ricoveri. La famiglia vuole la verità. Sequestrate le cartelle cliniche, disposta l'autopsia

Giuseppe Silvestri
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I familiari di una donna di Asciano, Sara Roncucci, morta lo scorso 27 dicembre a 31 anni, si sono rivolti alla magistratura per fare luce sul decesso. Secondo una dettagliata denuncia che hanno presentato alle forze dell'ordine, la morte sarebbe avvenuta dopo un lungo calvario iniziato a seguito di un intervento per il posizionamento di un "mini by pass gastrico", avvenuto il 2 settembre all'ospedale delle Scotte di Siena. La Roncucci, residente a Latina dove viveva con il compagno e i suoi due figli, dopo essere stata dimessa dal policlinico senese, ha accusato delle complicanze. Secondo la denuncia dopo un primo accertamento e conseguente dimissione all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, è stata ricoverata nello stesso centro laziale per una grave emorragia addominale. Colpita da arresto cardiaco, è rimasta ricoverata in stato di coma, di nuovo operata e poi trasferita il 7 dicembre in una clinica specializzata nella riabilitazione neurologica, la Habilita di Ciserano, in provincia di Bergamo. La situazione - secondo Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali che segue il caso per conto della famiglia - è precipitata la notte del 27 dicembre, quando la donna è spirata per un nuovo arresto cardiaco. "A seguito della denuncia - spiega ancora Studio 3A - il Pm della Procura di Bergamo, Gianluigi Dettori, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti, e ha già disposto il sequestro di tutte le cartelle cliniche e l'autopsia sulla salma, trasferita nell'obitorio dell'ospedale San Giovanni XXIII di Bergamo: l'esame autoptico si terrà l'11 gennaio".  Con tutta probabilità saranno indagati diversi medici e per le strutture sanitarie coinvolte si profila una lunga battaglia legale con una richiesta di risarcimento di svariate centinaia di migliaia di euro.