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Siena, sono passati Marco Vegliante e il suo messaggio contro il cancro

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E' passato dalle terre di Siena lasciando un segno indelebile. Marco Vegliante, 28 anni, ex paziente oncologico dell’ospedale Niguarda di Milano, è partito sabato 11 luglio dalla metropoli lombarda in bicicletta (data non scelta a caso: è un anno esatto dopo la diagnosi di un tumore che gli ha sconvolto la vita e i piani) e intende non fermarsi fino al Cilento, alla città di  Padula. Con questo progetto, che si chiama Cambia  marcia, vuole veicolare un messaggio di speranza e raccogliere fondi a favore della ricerca contro il cancro. Entrambe le cose stanno riuscendo molto bene.

Ripensando alla sua parentesi senese, Vegliante racconta: "Sabato 18 luglio, tra paesaggi fantastici e saliscendi contornati da pioppi e campi di girasole, sono arrivato a San Gimignano, dove mi sono concesso un assaggio di ragù di cinghiale.

 

 

 

Domenica mattina, dopo una visita alla città deserta per apprezzarne meglio le bellezze, mi sono messo in viaggio, su un percorso suggestivo ma tutto sommato di riposo. Arrivato a Colle, la città del cristallo, ho appurato che la Francigena non è sempre praticabile in bicicletta, così ho preso la Strada regionale 2 per giungere al castello di Monteriggioni e, a seguire, a Siena, città che conosco bene per averci vissuto 3 anni ai tempi dell’Università. Sono entrato da Porta Camollia e sono infine giunto in piazza del Campo. E’ sempre bellissima, tanto da lasciarmi per qualche minuto in contemplazione”.

 

 

 

 

Lunedì 20 è scoccata l'ora di lasciare la città del Palio, non senza una deviazione verso Le Scotte, per incontrare Michele Maio, direttore del Centro di immuno-oncologia e dell’Unità operativa di Immunoterapia oncologica dell’Azienda ospedaliera. "Parlare con una persona del suo calibro - racconta Marco, - che tanto sta dando alla ricerca, è stato un grande onore, oltre che un vero piacere, visto che è un uomo molto simpatico e disponibile. Mi ha incitato a continuare e a dare il massimo, poi ci siamo dati appuntamenti a Padula”.

 

 

 

“Questo ragazzo - commenta da parte sua Maio - è l’ennesimo testimonial della speranza. Ci sono tanti pazienti che hanno avuto un’esperienza esistenziale importante con il cancro e che ce l’hanno fatta, o ce la stanno facendo. Questo dà una spinta anche all’immunoterapia che, tra le cure per la patologia oncologica, è quella che permette una migliore qualità di vita. Dobbiamo ringraziarlo per quello che sta facendo perché, grazie alla ricerca, si possono avere trattamenti che portino auspicabilmente alla guarigione dei pazienti”.

Insieme a loro c’era anche Michele Gambelli, delegato toscano dell’Airc. “Cambia marcia - evidenzia - è la volontà di voler andare avanti. Da anni la nostra organizzazione è in prima linea, con tante e diverse iniziative, perché si aiutino sempre più la ricerca e tanti professionisti chiamati a lottare e sconfiggere questo male”.

Tornando all'impresa, il protagonista di tutto ciò ha ripreso il tour della speranza uscendo "attraverso Porta San Marco. Dopo un po’ di asfalto, mi son ritrovato sullo sterrato: 30 km di saliscendi sulla strada dell’Eroica, nelle Crete senesi. Che spettacolo... La stanchezza era tanta, ma sono arrivato a San Quirico d’Orcia, un paesino molto carino. Qui ho lasciato la via Francigena. Dopo altri 15 km tutti su asfalto sono arrivato a Pienza, piccolo borgo che ho visitato, poi ho proseguito fino a Montepulciano, dove mi sono fermato a riposare e a ricaricare un po’ le pile.

Siamo a martedì 21: "Ho imboccato la strada in direzione Chianciano Terme per poi svoltare sulla sinistra su uno sterrato che mi ha portato al Lago di Montepulciano. Qui ho detto addio alla parentesi senese e ho aperto quella umbra".