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Siena, accordo in Gsk: definiti gli incentivi per le uscite dei 61 esuberi

Gennaro Groppa
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Se non fossimo in tempi di Coronavirus parleremmo di stretta di mano tra l’ad Rino Rappuol(nella foto) e i sindacati relativamente al piano di riorganizzazione che coinvolgerà i due siti produttivi della multinazionale britannica Gsk a Siena e a Rosia. I 61 esuberi (41 nell’area ricerca e 20 nel settore della produzione) ci saranno, ma verranno accompagnati da una serie di misure e di strumenti che sono stati definiti nel dettaglio negli incontri tenuti nelle ultime settimane, e che potranno favorire l’uscita volontaria di questi dipendenti dal gruppo: incentivi all’esodo, pre-pensionamenti, il pensionamento lungo consentito dalla legge Fornero, la trasformazione dal contratto full time a quello part time, la ricollocazione interna. Se ce ne fosse bisogno, ad ulteriore supporto a queste misure, c’è anche l’impegno preso dall’agenzia regionale per l’impiego che potrà offrire altre soluzioni occupazionali, senza tuttavia l’obbligo per i lavoratori di accettarle (in tal caso Gsk contribuirà con un incentivo all’assunzione che sarà corrisposto alle aziende che si renderanno disponibili). Il ruolo della Regione e dell’agenzia regionale all’impiego è stato cruciale. Alla riunione di lunedì scorso erano presenti il responsabile della segreteria del presidente Enrico Rossi, Paolo Tedeschi, e il capo di gabinetto del presidente, Ledo Gori. Venerdì c’erano alcuni responsabili dell’agenzia regionale per l’impiego, che erano presenti in Gsk anche lunedì, quando Gori si è collegato per via telematica. Già l’incontro di venerdì aveva posto le basi per arrivare a questa “stretta di mano”. Il week end non ha poi riservato sorprese, così l’accordo è stato trovato con le firme dell’azienda, dei sindacati e dell’agenzia regionale per l’impiego.