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Siena, nuova fondazione per il Santa Maria della Scala

Alessandro Lorenzini
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Oltre dodicimila ingressi dalla riapertura a metà giugno, comprendendo anche i tagliandi del Complesso del Duomo. Riparte da questo il Santa Maria della Scala di Siena. Il passaggio istituzionale più importante, come confermato dal sindaco Luigi De Mossi a margine della presentazione del nuovo cantiere del Vecchio Spedale, sarà la creazione della fondazione pubblico-privata, attraverso il nuovo Statuto che la Commissione consiliare dovrebbe licenziare fra settembre e ottobre. “Ci permetterà – ha detto a questo proposito il primo cittadino – di dare una forma al Santa Maria della Scala, attraverso un consiglio di amministrazione e un comitato scientifico: la fondazione potrà intercettare anche finanziamenti pubblico-privati. Dobbiamo lavorare su due fronti, che oggi non è così facile coniugare: l’aspetto relativo ai lavori, non dimenticandosi che ci sono ancora 18mila metri quadri da costruire e qualificare e quello relativo alla cultura, mostre e iniziative. Sono due aspetti che a volte non sono così conciliabili e c’è bisogno spesso di fare scelte operative. Dobbiamo quindi dare al Santa Maria della Scala uno strumento efficiente, moderno e adeguato a questa situazione, di cui il Comune abbia il timone ma che sia autonomo”. Il primo cittadino è tornato anche sulla questione legata alla direzione: “Non mi pare che l’assenza di un direttore abbia inciso sull’attività del Santa Maria della Scala, francamente non mi pare che senza il direttore, che comunque aveva un costo per il Comune, ci sia stato un rallentamento sui lavori o sulle iniziative. La Commissione sul Santa Maria, composta da maggioranza e opposizione, sta portando avanti un lavoro sullo Statuto, alla conclusione di questo ci porremo le giuste domande”.