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Il comandante della polizia municipale Cesare Rinaldi, accusato di stalking, ha scelto di non parlare in tribunale: ecco perché

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Nel primo passaggio di fronte al pubblico ministero Valentina Magnini, il comandante della polizia municipale di Siena Cesare Rinaldi si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato, che dovrà fare luce sul delicato caso che vede alla sbarra, con l'accusa di staking, un funzionario conosciuto e rispettato dalla comunità. Una decisione concordata prima di recarsi in tribunale  con i suoi legali Enrico e Lorenzo De Martino, che spiegano: "Siamo ancora in attesa di comprendere quali siano le condotte, e comunque i fatti che costituirebbero l’ipotesi di reato sinora prospettata. Il comandante comunque contesta con fermezza ogni ipotetico addebito” .

 

 

In attesa di poter quindi avere una visione più chiara della situazione, la prima mossa della difesa è l'istanza al riesame, già depositata a inizio settimana, contro i sequestri di due pc e alcuni telefoni, a caccia di elementi utili alle investigazioni. Quanto trapela è che il numero da cui sono partiti i vari messaggi e le telefonate alla donna che si dice vittima dello stalking, non sia con certezza quello di Rinaldi.