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Siena, in un anno la Finanza scopre 200 milioni di evasione. Pizzicati 112 furbetti

Gennaro Groppa
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L’azione di contrasto all’evasione fiscale effettuata dalla Guardia di Finanza di Siena ha fatto emergere nel corso del 2019 oltre 200 milioni di euro di base imponibile sottratta a tassazione e non dichiarata in provincia. La cifra è enormemente cresciuta rispetto ai 129 milioni di euro del 2018 nel Senese. “Ma il contesto di questo territorio – commenta il comandante delle fiamme gialle senesi, il colonnello Giuseppe Antonio Marra – non è peggiorato. Siena è una bellissima realtà, dove c’è anche un grande rispetto delle istituzioni. Siamo stati noi ad avere agito nel modo migliore possibile, siamo stati molto performanti affinando il processo di analisi e riuscendo a dare il 110% delle nostre forze”. Il comandante Marra, in occasione del 246esimo compleanno del corpo della Guardia di Finanza, ha elencato i numeri dell’attività lunga un anno effettuata nel territorio senese. Ha definito il 2019 “un anno di particolare grazia per il lavoro che siamo riusciti a fare e per gli obiettivi di assoluto livello che abbiamo raggiunto”. Di lavoro ce ne sarà tanto da fare anche nei prossimi mesi, quando le problematiche innescate dal Covid-19 potrebbero causare criticità economiche e sociali alle quali le fiamme gialle dovranno prestare la massima attenzione. 

NUMERI

L’analisi presentata dalla Guardia di Finanza tocca anche i primi mesi del 2020. E allora quei 201 milioni di imponibile non dichiarato del 2019 diventano 223 milioni di euro se nel conto viene preso in considerazione anche il lavoro effettuato nei primi cinque mesi del nuovo anno. Nello stesso arco di tempo (gennaio 2019-maggio 2020) sono stati 87 i milioni di euro di Iva che non era stata pagata. Ben 112 gli evasori totali rintracciati per un totale di 45,6 milioni di euro che erano stati sottratti a tassazione. In totale sono stati 344 gli interventi realizzati in questo ambito dalla Finanza.

FALSI POVERI E ALTRI REATI

Nel corso di controlli sul lavoro sono emersi 32 lavoratori in nero ed uno irregolare, con 20 imprenditori ai danni dei quali sono stati emessi verbali. Su 98 “controlli mirati” effettuati su persone che dichiaravano di essere in difficoltà economiche sono emersi 69 falsi poveri. E ancora: 3 persone sono state denunciate per aver percepito fondi pubblici che non sarebbero spettati loro per un milione e 350mila euro. Quattro le denunce relative ad appalti che avevano un valore da 500mila euro. Quattro anche le denunce per riciclaggio, 27 con un arresto per reati fallimentari. Ben 235mila, un numero esorbitante, i prodotti sequestrati perché non avevano requisiti e autorizzazioni per poter essere messi in commercio. Le fiamme gialle hanno agito anche nell’ambito del controllo relativo allo spaccio di sostanze stupefacenti: 30 le azioni effettuate con 2 arresti, 4 denunce, 29 segnalazioni al prefetto e 200 grammi di sostanze sequestrate.

COVID E RISCHIO USURA

Il corpo ha dovuto sostenere un lavoro aggiuntivo nel periodo del lockdown quando, come ha detto il comandante Marra, “siamo stati al fianco dei cittadini che avevano bisogno di un supporto”. Da marzo a maggio di quest’anno sono state impiegate 786 pattuglie, con 3.500 persone e 400 attività controllate. I prossimi mesi saranno un periodo di lavoro intenso per i finanzieri. C’è il timore che le difficoltà economiche che tanti stanno affrontando possano aprire il campo a fenomeni di usura. Così dichiara Marra al proposito: “La Guardia di Finanza sarà chiamata a svolgere un ruolo di primo piano dovendo mantenere la massima attenzione ad eventuali manifestazioni di illegalità economiche. Intensificheremo i controlli sull’evasione fiscale e sull’eventuale indebita percezione di risorse dallo Stato. C’è il rischio che chi è abituato a delinquere possa trovare un ambiente propizio per farlo”.