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Morì cadendo dal treno per il portellone difettoso, è cominciato il processo ad Arezzo

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Era a bordo di un Intercity in arrivo ad Arezzo quando aprì la portiera della carrozza. Il treno, però, non era ancora in stazione: si era fermato a 800 metri dal punto di arrivo. Così è morto, lo scorso 7 gennaio, un uomo di 82 anni originario di Chianciano, maestro di ballo, travolto da un altro convoglio in transito nel senso opposto. Quello sportellone, però, non avrebbe mai dovuto aprirsi. Per questo oggi, 17 maggio 2020, si è aperto il processo a carico di dieci imputati, che devono rispondere di omicidio colposo.

 

Una serie di figure tecniche che operavano per ditte legate a Trenitalia, persone addette alla “lateralizzazione” delle porte nei treni e alla manutenzione. Imputato anche il capotreno dell’Intercity, incaricato di sovrintendere al controllo della chiusura delle porte nelle carrozze. Non sarebbe stata adottata la corretta procedura, si legge nel capo di imputazione, relativa ai comportamenti da tenere in caso di “porte non correttamente chiuse in corso di viaggio”.