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L'allarme di Coldiretti: "I cinghiali stanno distruggendo i nostri raccolti"

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Roberto Minelli
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E' il momento della trebbiatura in agricoltura, ed anche il momento della raccolta dei foraggi per il bestiame. Si tratta del periodo di lavoro più intenso ma fondamentale per fare le scorte dell'inverno. Purtroppo invece di essere una festa, quella della trebbiatura si trasforma nella conta dei danni da ungulati che hanno distrutto in alcuni casi fino all'80 per cento dei raccolti. A dare l'allarme è Coldiretti Siena che ogni giorno deve raccogliere le voci disperate degli imprenditori agricoli che denunciano le scorribande di cinghiali e caprioli nei campi coltivati. “Le perizie raccolte dai nostri tecnici rilevano danni elevatissimi - spiega Francesco Sossi direttore di Coldiretti Siena -. Siamo in presenza della perdita in alcuni casi fino all'80 per cento di avena che è stata divorata dai cinghiali, mentre per quanto riguarda il grano perdite fino al 50 per cento, numeri che variano a seconda delle zone che sono infestate da cinghiali che non solo mangiano orzo e avena, ma che calpestano il grano nelle scorribande notturne come vedete dalle foto”. “Una situazione ormai ingestibile quella degli ungulati che popolano le terre coltivate facendo danni enormi. La situazione ormai è sfuggita di mano soprattutto agli Atc-Ambiti Territoriali di Caccia, che dovrebbero svolgere il lavoro di controllo e gestione del territorio e quindi il contenimento della presenza degli animali selvatici e quindi anche dei cinghiali”. “Le azioni svolte dalle tre Atc oggi non sono più adeguate al problema del prolificare incontrollato dei cinghiali - ha tuonato Fausto Ligas presidente di Coldiretti Siena -. Siamo in presenza di un gioco fatto di rimpallo di responsabilità tra la Provincia e le Atc che non riescono a controllare ormai un bel niente. Non ci sono contenimenti efficaci e le richieste dei nostri agricoltori cadono troppo spesso nel nulla”.