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Siena - Uffizi, nasce il "Patto della cultura". I due Altdorfer tornano nella città del Palio dopo 107 anni

Andrea Bianchi Sugarelli
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Un patto per la cultura. Che guarda al futuro. E' questo l'importante accordo tra Siena e gli Uffizi di Firenze che insieme promuoveranno arte e musica. È ampio il ventaglio di iniziative discusse questa mattina, 13 gennaio 2020, durante un incontro avvenuto in Galleria tra il direttore del complesso museale fiorentino, Eike Schmidt, e il sindaco senese Luigi De Mossi. Il terzo, per la precisione, dopo un anno di rendez-vous che hanno messo le basi per arrivare all'importante progetto. E nell'occasione è stato anche discusso l'appello di 46 intellettuali (ad oggi sono già oltre cinquanta), che acaldeggiavano la proposta di una collaborazione tra la città e la Galleria per una futura esposizione alla Pinacoteca di Siena di due opere di Daniele da Volterra recentemente acquistate dagli Uffizi, e appartenute alla famiglia Pannocchieschi d'Elci di Siena. Il direttore Schmidt ha confermato che sarà allestita una mostra in futuro, proprio a Siena, dove torneranno le opere del Ricciarelli cosi come saranno esposte anche a Volterra. La possibilità invece di una collocazione permanente non sarà possibile. Schmidt  e il sindaco De Mossi, si legge in una nota "sono consapevoli che la normativa non permette questa operazione". Intanto, il vertice porta altri importanti frutti: sul fronte espositivo, è stato annunciata la mostra "Masaccio: Madonna del Solletico. Il Cardinal Antonio Casini, 'l'altro papà" che si terrà fra pochi mesi - dal 14 maggio al 31 ottobre 2020 - nella cripta del Duomo di Siena, a realizzare un progetto dell'Opera Metropolitana di Siena in collaborazione con gli Uffizi. La Galleria delle Statue e delle Pitture si priverà temporaneamente di questo capolavoro di Masaccio, un vero gioiello della pittura del Rinascimento, per celebrare la figura del suo committente, il cardinale senese Antonio Casini (1378-1439). L'incontro è stato anche occasione per riparlare dei due dipinti di Albrecht Altdorfer con Storie di San Floriano, dalla collezione Spannocchi di Siena, dal 1913 in deposito agli Uffizi. Già dal 2018 essi sono esposti a Santa Maria della Scala. Nell'incontro, il direttore Schmidt ha annunciato che le due opere, di proprietà della Provincia di Siena, ritorneranno a far parte della grande impresa di ricomposizione della storica collezione senese. Con questa restituzione gli Uffizi contribuiscono a un'operazione non solo virtuosa, ma di spettacolare valore storico: la collezione Spannocchi può tornare a rivivere nella città cui appartenne fin dal 1709. Gli Uffizi, inoltre, invieranno a Siena anche opere del Sodoma in occasione della prossima mostra che vedrà protagonista anche l'affresco della Cappella di piazza del Campo, attualmente in restauro, Madonna con Bambino e santi.  Infine, è stata lanciata anche l'idea di una collaborazione musicale: Schmidt ha infatti invitato l'Accademia Chigiana a suonare nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, nell'ambito del ricco cartellone di eventi annualmente accolti nel prestigioso spazio della reggia medicea. Soddisfatti il direttore degli Uffizi Eike Schmidt e il sindaco Luigi De Mossi: "La possibilità di estendere la collaborazione con Siena ci onora e sancisce una pax intraregionale. Sono lieto di contribuire, con tutta l'energia e la partecipazione possibili, ai progetti e alla visione del sindaco De Mossi di rendere Siena ancora più rilevante nel panorama della cultura internazionale" ha detto Schmidt. Il sindaco di Siena Luigi De Mossi aggiunge: "Sono molto soddisfatto dell'incontro con il direttore Schmidt. Sono certo che la collaborazione tra gli Uffizi, il Santa Maria della Scala, l'Accademia Chigiana e il complesso del Duomo di Siena, che è di competenza arcivescovile, produrrà grandi risultati in campo culturale superando i campanilismi e i particolarismi e concorrendo a costruire un circuito tra i più prestigiosi del mondo, se non il più prestigioso. Devo sottolineare, ancora una volta, che l'operazione realizzata dagli Uffizi consente di trattenere nel patrimonio pubblico due opere che sarebbero state conosciute e godute soltanto da soggetti privati. Torno a sottolineare e a ringraziare il direttore Schmidt per lo sforzo fatto".