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Anonymous ruba mail e password all'ateneo e al Pd di Siena, denuncia alla polizia postale

Andrea Bianchi
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Un attacco mirato ad alcune università italiane, compreso l'ateneo senese, ma anche al Cnr, al Ministero dello sviluppo e perfino al Partito democratico di Siena. E' stato messo in atto circa due settimane fa da Anonymous Italia, il gruppo di attivisti che opera su internet in forma anonima. Hanno sottratto migliaia di mail, password, account che il 23 dicembre 2019 hanno poi pubblicato sul loro sito internet. L'Università di Siena era già a conoscenza della situazione da diversi giorni tanto grazie all'interessamento della Polizia Postale e per questo motivo "l'amministrazione aveva già inviato notifica al Garante della Privacy per il probabile furto di dati per il quale si stavano già approfondendo gli impatti. L'Ateneo si è dunque attivato per valutare l'impatto sugli interessati e quindi tutelarli" si legge in una nota.  L'Università di Siena sottolinea che "i dati sottratti contengono in larga percentuale account non più attivi o comunque senza alcun privilegio di accesso, ma comunque si è proceduto a un temporaneo fermo dei sistemi informativi della “Segreteria OnLine”, per impedire accessi non autorizzati, e al blocco di tutte le credenziali compromesse, notificando, quando possibile, agli interessati. L'Ateneo ha proceduto anche a richiedere la rimozione dei contenuti dei dati sottratti ai gestori dei portali privatebin.net e mega.nz, rimozione che è stata realizzata alle 13,26, ora nella quale è stato dunque inibito l'accesso ai contenuti prelevati in modo fraudolento. E' stata subito attivata, e pubblicata nella sezione news del portale www.unisi.it, una procedura di supporto per le richieste di assistenza provenienti dal personale e dagli studenti, per minimizzare il più possibile disagi e disservizi. Durante la giornata sono stati mantenuti informati gli uffici della Polizia Postale, dei Carabinieri, del Cnaipic e della Digos, che l'Università ringrazia per la collaborazione e il  supporto" conclude la nota. Anonymous ha rivendicato l'attacco con la pubblicazione di un approfondimento che ha titolato "Cervelli in fuga" ed ha sottolineato che "sono ancora molte, quelle persone che ogni giorno si e ci chiedono quale sia il senso della pubblicazione dei dati personali degli iscritti ad un portale. Noi rispondiamo così: “Tutti questi dati, sono già dentro quei database vulnerabili, ed accessibili a chiunque. Di certo non siamo noi gli unici a vedere i vostri dati.” Prima di noi, vengono agenzie, servizi “segreti” italiani ed esteri, privati e spie industriali/commerciali...".