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Referendum sulla giustizia, italiani chiamati alle urne: ecco i cinque quesiti. Battaglia per il quorum. Si vota anche per 971 sindaci

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Gli italiani sono chiamati a votare i referendum sulla giustizia, presentati dal Partito radicale e dalla Lega. Occorre il 50% del quorum più un elettore, per rendere valido l'esito della consultazione. I quesiti presentati erano di più ma la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili quelli sulla responsabilità civile diretta dei magistrati, sulla legalizzazione delle droghe leggere e sul suicidio assistito per i malati terminali. La sfida è proprio raggiungere il quorum, perché persi i referendum trainanti (suicidio assistito e droghe leggere), la partita è diventata squisitamente politica. Un traguardo considerato complesso da raggiungere, visto che non c'è stata una mobilitazione generale, necessaria in questi casi per superare il limite imposto dalla Costituzione per rendere valido il risultato. 

Riassumiamo cosa chiedono i quesiti referendari: 1) Legge Severino: abolire la norma che sospende gli amministratori locali, dopo una condanna di primo grado; 2) Carcere preventivo: oggi un indagato o un imputato può essere arrestato prima della condanna, aspetto che i promotori intendono cancellare, sostenendo che i magistrati fanno eccessivo ricorso al rischio di reiterazione del presunto reato; 3) Separazioni delle funzioni: separazione tra giudici e pubblici ministeri. Se vincono i sì, sarà vietato passare da una funzione all'altra all'interno dello stesso ordine giudiziario; 4) Valutazione dei magistrati: si chiede di abrogare le norme che negano il voto di avvocati e docenti universitari nei consigli giudiziari sulla valutazione professionale dei magistrati; 5) Candidature Csm: si chiede di abrogare il requisito delle 25 firme a sostegno delle candidature al Consiglio superiore della magistratura. L'obiettivo è arginare il condizionamento delle correnti nella composizione del Csm.

Non si vota soltanto per i referendum. Sono chiamati alle urne i cittadini di 971 comuni che devono eleggere il sindaco e i consiglieri comunali. Il voto è considerato anche un test politico in vista delle elezioni del prossimo anno quando i cittadini eleggeranno il nuovo Parlamento.