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Toscana, elezioni regionali: l'ipotesi sfida tra Stefano Scaramelli e Jury Bettollini. Italia Viva contro Pd

Giuseppe Silvestri
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E se alle prossime elezioni in Toscana in provincia di Siena si consumasse un duello fratelli-coltelli nella corsa per il consiglio regionale? Se Stefano Scaramelli, candidato forte di Italia Viva, si ritrovasse a dover competere con l'uomo più quotato che ha il Pd nella sua città, Chiusi, cioè il sindaco Juri Bettollini? Non è fantapolitica ma l'idea che ha un pezzo importante del Partito Democratico per rendere difficile la vita a quello che per anni è stato un suo esponente di spicco e che poi ha scelto, con coerenza, di seguire la complessa avventura di Matteo Renzi, passando a Italia Viva. Consigliere regionale uscente e presidente della commissione sanità, Scaramelli sarà il punto di riferimento renziano nella Toscana del sud alle prossime regionali. Ovviamente conta di raccogliere la maggior parte del suo bottino elettorale in Valdichiana, in particolare nella città di cui è stato sindaco. Un piano che al Pd non piace per niente, al punto da farsi venire l'idea di schierargli contro Bettollini che a settembre sarebbe a pochi mesi dalla fine del primo mandato e che, naturalmente, avrebbe un forte peso non solo su Chiusi, ma su buona parte della Valdichiana. Ma l'obiettivo di questa corrente del partito (ne fanno parte esponenti senesi e un'ala corposa della Valdichiana-Amiata-Valdorcia) non è soltanto quello di complicare la vita all'ex Scaramelli, ma anche di dare sostanza alla competizione interna al Pd. Simone Bezzini, consigliere regionale uscente, viene tra l'altro considerato troppo filo valdelsano (è di Colle) e poco concentrato sui problemi della zona sud del Senese. Il ragionamento quindi è più o meno questo: fino a quando c'era Scaramelli il Pd aveva un punto di riferimento nel nord della provincia e uno nel sud. Ora non è più così e l'idea che il partito non abbia sponde territoriali in Regione non piace per niente in Valdichiana. Quindi viene considerata sacrosanta la scelta della sfida interna: se ce la fanno entrambi si torna ad una rappresentanza doppia, in caso contrario viene premiato quello che riesce a mettere insieme il maggior numero di preferenze e quindi verdetto elettoralmente ineccepibile. Naturalmente l'idea non piace per niente a Bezzini (e a chi lo sostiene). Non solo non ha voglia di una battaglia dem all'ultimo voto, come accadde proprio con Scarmamelli. Ma vorrebbe rafforzare la sua candidatura dal punto di vista elettorale grazie ad un ticket con una donna proprio dell'area sud della provincia e sembra che abbia in mente anche il nome: Chiara Lanari, che di Chiusi è la vicesindaca, quindi braccio destro di Juri Bettollini. Il suo profilo non solo è gradito a Bezzini, ma anche a chi nel Pd crede che una pesante battaglia contro Bettollini comporti più di un rischio per il consigliere regionale uscente.