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Palio di Siena, i fantini attendono le sanzioni in silenzio

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“Cosa contiene la discolpa che ho presentato? Mi scuso con tutto il cuore, ma ho preso la decisione di non parlarne e di attendere in silenzio il responso definitivo. E’ un argomento delicato, preferisco così”. E’ gentile ma fermo Giovanni Atzeni detto Tittia nel respingere i tentativi di strappare un commento il giorno dopo il termine ultimo per presentare le obiezioni alle violazioni del regolamento del Palio segnalate la settimana scorsa dall’assessore con delega alla giustizia paliesca Luciano Fazzi. Adesso è tutto in mano a lui: dovrà analizzare le carte presentate dai fantini sotto la lente di ingrandimento, dalla contrada della Civetta e da un proprietario di cavalli. A quel punto, deciderà se archiviare quanto da lui stesso avanzato (nel caso le discolpe siano convincenti) o se procedere con le sanzioni, non più appellabili. Tutto deve essere concluso prima dell’1 dicembre, apertura del nuovo anno contradaiolo. Vista la delicatezza dei valori in ballo, però, l’impressione è che l’assessore si prenderà più tempo possibile per esprimersi, quindi quasi tutto il mese di novembre.

 

 

Atzeni rischia una Carriera di squalifica per l’accusa di aver ostacolato con un braccio la rimonta della Torre toccando non solo il muso del cavallo Viso d’Angelo, ma anche il suo collega Jonatan Bartoletti detto Scompiglio. Reduce da 4 vittorie consecutive, il re della Piazza non vuole certo restare alla finestra all’apertura del 2023, quindi un po’ di apprensione aleggia. Si scioglie solo parlando di Abbasantesa, soggetto appena arrivato in scuderia e già molto chiacchierato per quanto fatto vedere. “E’ una bella cavallina - dice Tittia - e sono il nuovo proprietario. Credo ci si possa lavorare bene”.

 

 

Sulle discolpe presentate, bocca cucita anche per Carlo Sanna detto Brigante: “Aspetto. E incrocio le dita”, spiega.

Non cambia la musica rivolgendosi a Giuseppe Zedde detto Gingillo, che si è appena sfilato lo smoking per la cena della vittoria con San Lazzaro ad Asti e si è rimesso i vestiti da lavoro. “Sono sempre a cavallo - sottolinea. - Anche se la stagione è finita, per me non cambia niente”. E le discolpe? “Meglio che non dica niente. Le ho presentate e adesso vediamo che succede”.