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Palio, il mossiere Ambrosione ai fantini: “Non spingete i cavalli. No forzature al canape”

Claudio Coli
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Evitare le forzature del canape e il rischio dato dai cavalli che spingono gli altri verso il basso”. Sono questi i due diktat, in vista della Carriera dell'Assunta, lanciati dal mossiere Bartolo Ambrosione, che ha ripreso il suo posto sul Verrocchio dopo essere stato sostituito a sorpresa in corsa a luglio, causa indisposizione, da Renato Bircolotti. Un ritorno richiesto a gran voce dai capitani, vista la discussa gestione del mossiere aretino per il Palio in onore della Madonna di Provenzano, a proposito della quale lo stesso Ambrosione non ha voluto rilasciare commenti: “Non parlo di quello che è successo a luglio, non c'ero” ha tagliato corto rispondendo alle domande dei cronisti al termine delle batterie della Tratta, concluse con largo ritardo a causa delle condizioni del tufo che abbisognava di essere sistemato a dovere dopo la pioggia caduta ieri l'altro.

 

 

Un inizio non facile proprio per questo motivo: “La preoccupazione un po' di tutti era per la pista a causa della pioggia - ha detto Ambrosione - ma ha tenuto bene, qualcuno ha provato. Cinque batterie, nella prima e nella seconda ci sono state un paio di forzature, questo è uno dei problemi da gestire”. Il mossiere mette l'accento proprio sul rischio forzature del canape. Invalidare alcune mosse durante le batterie è stato una sorta di “segnale” in vista della Carriera:La non forzatura del canape è un elemento per me importantissimo per arrivare alla sera del Palio nelle migliori condizioni possibili”. Oltre a ciò Ambrosione evidenzia un'altra criticità da prevenire: “Mi preoccupa quando c'è un cavallo che spinge gli altri verso il basso e si perde per alcuni istanti la visuale dei cavalli spinti contro la piazza, è un rischio da evitare".

 

 

Senza dimenticare la complessa gestione delle sei rivali in campo: “Questo è il Palio, il sale e pepe di questa Festa” ha dichiarato il mossiere. Che confida di poter giungere a una gestione ottimale della mossa grazie anche alla collaborazione di fantini e capitani: “Credo, come successo negli altri anni, che ci sarà sempre la possibilità di parlare: ognuno ha il suo ruolo e le proprie consegne ma non possiamo stare certo lì a bisticciare, io devo trovare il momento adatto e i fantini mi devono dare una mano. Voglio trovare un certo feeling e un filo conduttore - ha rimarcato - che non si deve interrompere la sera del Palio, tante volte situazioni non facili sulla carta possono trovare soluzione”. La chiosa di Ambrosione è sui cavalli, lodati per la loro condizione e tenuta: “La media è incredibilmente alta, c'è una preparazione e gestione dentro l'Entrone impressionante che, chi come me è da una vita in mezzo ai cavalli, non può non ammirare e apprezzare”.