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Palio, Tittia ha cinque giubbetti pronti: deciderà la sorte

Eleonora Mainò
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A poche ore dall’assegnazione dei cavalli per il Palio dell’Assunta, è piuttosto fluido il quadro dei fantini e delle strade che prenderanno dopo l’ora di pranzo, a seconda dei soggetti finiti nelle stalle. Per Onda, Selva, Giraffa, Tartuca e Nicchio il punto di riferimento è Tittia. Essendo lui uno, e i giubbetti cinque, sarà la fortuna a stabilire dove andrà il vincitore di Provenzano e come si distribuiranno, a cascata, Brigante, Scangeo (che a Fonni ha dimostrato con i fatti di aver messo alle spalle l’infortunio di luglio) e Putzu, per il quale si parla con insistenza di esordio. Difficilmente Ares sarà assente come a luglio. Vista la presenza di tre coppie di rivali, potrebbe esserci l’esigenza di un fantino da difesa: Bighino pare l’uomo adatto.

 

 

Per il Leocorno il ventaglio diventa più ampio: potrebbe dirigersi su Brigante, ritornare su Tempesta o su Velluto (sarebbe un peccato non vedere a cavallo Dino Pes) o riportare in Pantaneto Scompiglio, l’uomo dell’ultima vittoria. La Civetta, come l’avversaria, potrebbe muoversi su più fronti, senza dimenticare che Carburo, in totale recupero, è il nome da cui partire. Chiocciola, Valdimontone e Lupa puntano sui due big alternativi a Tittia, ovvero Scompiglio e Gingillo, e faranno a loro la prima telefonata, forti di rapporti forti e duraturi. Vallerozzi, in caso di assegnazione positiva, è senza dubbio la comfort zone per entrambi. Su questa linea di contrade da coprire c’è anche Bellocchio, pretendente anche al ruolo di cattivo.

 

 

Trecciolino rientra dalla squalifica, giura sulla sua forma fisica scintillante e gli ex colleghi lo invocano a gran voce, individuandolo come necessario in un Palio dove uno dei problemi da risolvere sembra sia la mancanza di teste lucide mancanti, dato emerso a luglio. Girolamo, Grandine, Tremendo e Turbine restano in attesa di vedere se ci sarà spazio.