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Palio, Scompiglio: “Sono testardo. Si vince anche quando c'è la rivale in Piazza”

Gennaro Groppa
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"Andare vicini alla vittoria non conta”. Jonatan Bartoletti è uno che non si accontenta e il Palio sfiorato a luglio con Viso d’Angelo nella Torre ancora brucia, anche se, dopo una partenza non buona e un inciampone del barbero a San Martino, è riuscito comunque a lottare per il successo fino alla fine. “Ogni giorno si deve dimostrare qualcosa, si devono aspettare gli appuntamenti e dimostrare quel che si sa fare”, dice ancora Scompiglio.

 

 

Il fantino pistoiese è arrivato ieri mattina al Ceppo con cinque cavalli. “Un numero maggiore di soggetti di esperienza nel lotto è un vantaggio per tutti, non solamente per noi che corriamo. Vedremo chi arriverà in fondo. Il primo step sono le previsite, la prima decisione importante emerge qui. Viso d’Angelo? Ha pregi e qualità. Tutto dipende dal tipo di lotto che viene allestito, è comunque competitivo, ci si può lottare per il Palio. Poi se riesci a vincere dipende dalle situazioni, dal posto al canape, da quello che succede. Ad agosto ci saranno sei rivali in Piazza, dovremo anche capire chi deciderà di puntare a vincere e chi preferirà la difesa. Ad oggi è prematuro dire o pensare di voler montare un cavallo piuttosto che un altro. Ci sono tante variabili da giudicare e valutare”. Scompiglio ha già vinto nella Lupa, dove ha fatto cappotto, nel Valdimontone, nella Giraffa. Ha esordito in Piazza, vincendo, nel Leocorno. E ovviamente sul tufo c’è la Chiocciola, con cui vanta un legame importante. “Non mi lamento dei rapporti che ho, e ci sta che si possano aprire anche altre situazioni – spiega Bartoletti. – Io faccio il mio, corro per cercare di vincere. Con alcune contrade ho un discorso che viene da lontano, in altre ho montato alcune volte. Aspettiamo per vedere quale sarà la situazione e lo scenario. La Lupa? Ho un bel rapporto, lì ho fatto cappotto. Vediamo, è anche sbagliato pensare a certe cose prima del 13 agosto. Se monti in una contrada che ha la rivale in Piazza devi dare un occhio anche a quello, è normale. Se non c’è, hai un obiettivo solo. Ma i Palii si vincono con la rivale in Piazza e anche senza”. 

 

 

Poi il fantino ha risposto ad alcune domande sulla mossa di luglio: “Mi immagino che ci siano state tante situazioni insieme e quindi varie concause che hanno portato a quella scelta, sennò non esiste non far partire tutte le contrade dritte, specialmente se sono solo cinque. Si dà una mossa non valida e si torna al canape. In certe situazioni c’è chi ci guadagna e chi ci rimette, io ci ho rimesso. Poi c’è modo e modo di dare le mosse. Se ci sono quattro contrade in un metro quadrato è inutile far partire il Palio. È anche brutto correre una Carriera in due. Io poi sono arrivato in fondo perché sono testardo e non voglio mollare, ma è comunque giusto che tutti abbiano la loro possibilità di vincere”.