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Palio, Columbu è sicuro: "Remorex può fare qualunque cosa"

Gennaro Groppa
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Massimo Columbu è arrivato nella tarda mattinata alla clinica veterinaria del Ceppo. Nel suo van, oltre a Remorex, c’erano anche Urian e a Symposyum. Il barbero biondo già due volte vincitore in Piazza è stato trattato come una vera e propria star dal presenti, la cui attenzione si è immediatamente rivolta verso di lui. Alle previsite per la Carriera di Provenzano Columbu alla fine non lo portò, ieri invece è salito sul van ed è arrivato alla clinica.

 

 

A questo punto diventa una delle possibili punte per la prossima Carriera, insieme a Tale e Quale (atteso oggi al Ceppo), a Violenta da Clodia, a Zio Frac e a Viso d’Angelo. Remorex manca dall’agosto 2019, quando vinse nella Selva con Giovanni Atzeni. Tra pochi giorni potremmo rivederlo in Piazza. “Ho portato questi tre cavalli, sono esperti e vediamo se li prenderanno per correre il Palio – è il commento di Columbu. – Remorex sta benissimo ed è sempre allenato ottimamente, lo sanno tutti. Tira avanti i puledri tutti i giorni, quindi non è che si stanca a fare tre giri in piazza del Campo. Ma non è detto che un cavallo che ha già vinto possa andare meglio e più forte degli altri. L’importante, a mio avviso, è che ci siano diversi soggetti con esperienza perché in Piazza questa è una qualità fondamentale. E per vincere un Palio serve sempre tanta fortuna. Lui può fare qualunque cosa, può vincere scosso o con il fantino. Ma per farlo deve essere fortunato, non è certo una cosa matematica. E da scossi potrebbero andare più forti di lui anche Urian o Symposyum”.

 

 

Intanto la squalifica per Massimo Columbu è terminata. Il fantino è allenato, è pronto ad una eventuale telefonata e chissà che non possa arrivargli la chiamata di qualche contrada per la Carriera dell’Assunta. Di rapporti, come lui stesso ha confermato, ne ha: “Se mi fanno correre lo farò – sono state le sue parole ieri mattina, – io sono pronto come i cavalli che alleno. Poi vediamo quel che potrò fare. Ho parlato con dirigenze, poi dovremo vedere i fatti. Ma quando si parla è sempre un segno buono”.