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Palio, il sindaco De Mossi: "Pronto a rivedere il protocollo equino ma dopo la corsa di agosto"

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Manca meno di un mese al Palio dell’Assunta e il lavoro organizzativo sta diventando sempre più febbrile. Specialmente dopo quello che è successo per la Carriera di Provenzano, tutte le componenti hanno le antenne dritte affinché tutto proceda nel migliore dei modi, per il bene della Festa e della città. Si può leggere anche in quest’ottica la richiesta partita dall’associazione proprietari, allenatori e allevatori di cavalli da Palio, che chiedono una revisione delle regole perché sono stati eliminati soggetti che da anni vengono iscritti al protocollo. “Si poteva fare tale scrematura all’inizio - sostengono i cavallai - senza illudere i proprietari che hanno dovuto sostenere anche spese inutili. Detto ciò, non possiamo ovviamente entrare nel merito delle politiche e strategie paliesche attuate dai capitani, ma auspichiamo un maggiore dialogo, come dichiarato dal sindaco De Mossi. Ci auguriamo quindi di poter essere chiamati a collaborare con l’amministrazione e di poter mettere a disposizione della Festa la nostra passione e competenza. L’obiettivo comune è di apportare miglioramenti e pensare a nuove idee attraverso una collaborazione con gli altri soggetti coinvolti, evitando così le spiacevoli situazioni avvenute nell’ultima Carriera appena trascorsa”.

 

 

Trascinato in pista da questi spunti, ma anche da chi chiede maggiore chiarezza sul regolamento del Palio e fino a dove possono spingersi i fantini in corsa, il primo cittadino non si è tirato indietro e ha fornito il suo parere. “Il Comune - sottolinea riferendosi alle questioni relative al percorso per la presentazione dei cavalli per il Palio - è disposto a ragionare, tutti insieme, con le contrade e la città su nuove norme per quanto riguarda il protocollo equino. La nostra Festa di popolo è così bella anche perché ha saputo evolvere e adeguare le proprie regole alle mutazioni sociali. Se si avverte la necessità, ognuno per le sue competenze e responsabilità, l’amministrazione comunale, nei tempi e nei modi giusti, e quindi dopo la Carriera di agosto, è disposta a confrontarsi e ad aprire un dibattito. Il fine è quello di proseguire nel percorso di tutela degli animali, ma pure quello di tutelare la cultura e la passione di una comunità”. Le regole, dunque, non rigide e immutabili: se ne può discutere. “Si possono cambiare - conferma De Mossi – con un percorso partecipato e condiviso, individuando confini più stringenti per la presentazione dei cavalli alle previsite o la mattina della Tratta, senza modificare cultura e tradizioni. Possiamo ad esempio agire sull’esclusione, anche temporanea, dei soggetti che, al termine dell’iter del protocollo, non vengono presentati senza una valida e certificata ragione”. 

 

 

L’altro tema emerso brutalmente a fine giugno è il peso delle strategie sulla presenza o la permanenza nel box dei vari barberi: “Non devo e non posso entrare nelle scelte dei capitani e in quelle dei proprietari. Mi ero fortemente augurato la scelta di cavalli esperti, e lo ribadisco. Le strategie nel Palio ci sono sempre state, il sindaco più di un forte auspicio non può fare, oltre a mettere a disposizione la macchina comunale per l’organizzazione del protocollo equino, delle previste, delle visite e di tutto il resto”. Infine un appello: "E’ il momento di unire le nostre forze e lavorare con ancora più determinazione. Ricordandoci che la mutata sensibilità globale ci impone di adattarci alle nuove sfide del nostro tempo. Una cosa è certa: Siena, la sua gente e la nostra Festa non si faranno dettare l'agenda dagli animalisti o da tutte le polemiche che possono scaturire a seguito dei loro interventi”.