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Palio, Scangeo: “Mi sto già allenando. Per agosto sarò pronto e motivato”

Eleonora Mainò
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Stefano Piras è uno dei due fantini che la sera del 2 luglio sono arrivati alla mossa e non hanno poi potuto correre il Palio. Andrea Coghe è dovuto tornare all’entrone per una botta presa dal cavallo. Lui, Scangeo, è invece finito sul tufo per uno scarto di Uragano Rosso alla mossa, con il canape che non si è abbassato in tempo. Risultato: infortunio alla spalla, sogni del Bruco infranti e necessità di un’operazione. “La convalescenza - racconta il fantino - si è già trasformata in fase di recupero e di giorno in giorno la spalla funziona meglio, tanto è che già ho ripreso ad allenarmi. Ma sono dispiaciuto per quello che è accaduto”. I passi indietro da fare con Stefano Piras. Compagno di lavoro di Tittia, esordisce nel 2019 impressionando tutti, poi la pandemia, la chiamata, non poi così a sorpresa, da via del Comune, la crescita dell'accoppiata con Uragano Rosso ed infine la caduta al canape.

 

 

Come è stato tornare al Palio?
Molto bello. Nel 2019, sia per l'esordio che per la naturale emozione, me lo ero goduto poco. Questa volta l'ho sentito e vissuto davvero.
Il Bruco?
Un popolo stupendo. Tanta gente, una contrada grande in tutti i sensi, mi ha dato carica senza però pressione. Mi sono sentito a mio agio in quelle giornate e questo è importante per lavorare bene, come abbiamo fatto con la dirigenza, la stalla e tutti i ragazzi che avevo intorno.Una bella esperienza, per questo il dispiacere è ancora più grande.
Prima della mossa, bisogna parlare di Uragano Rosso.
E’ un cavallo bravo, molto buono nella stalla, mansueto. Aveva qualche problema al canape, si è visto nelle prove, ma ci abbiamo lavorato e, inaspettatamente, il giorno del Palio si è rivelato più calmo, tanto che, fino alla caduta, avevo deciso di cambiare la tattica in corsa.
Ovvero?
Se avesse mantenuto i problemi al canape come nelle prove, mi ero immaginato una corsa seguendo traiettorie basse e sfruttando la sua precisione, avevo provato sempre in quella direzione. Poi appunto il 2 il cavallo al canape era più disteso e ho scelto di tentare di partire avanti: in quel lotto, con cavalli che avevano chi problemi al canape, chi di precisione, sarebbe stato un vantaggio.
Cosa è accaduto al canape?
Una serie di eventi a catena sfortunati che ci hanno impedito di correre. A posteriori, dico che forse la prima mossa era quella giusta. Sono cose che possono accadere, e di cui di fondo non incolpo nessuno, c'è stata una valutazione di tempi sbagliati da parte di Uragano Rosso che, d'istinto, ha sentito muovere Reo Confesso della Lupa, che era accanto a noi, si è buttato e il canape, forse in ritardo per una frazione minima di secondi, non è caduto. Il Palio, del Bruco e mio, è finito lì. C'è il rimpianto perché non dico che potevamo vincere, ma avremmo lottato. Quando dice di andare male, va male.
 

 

Agosto è alle porte. Ipotesi di tempo di recupero pieno?
Non dovrebbero esserci problemi, faccio con cautela ma il recupero procede bene. Cercherò da qui alle prove di notte di tutelarmi per non compromettere il Palio dell'Assunta.
Contatti?
Ci sono e maturano.
Il lotto dei cavalli tiene di nuovo banco, ogni giorno ne sparisce qualcuno.
Questo è stato un lotto da non ripetere, troppa inesperienza, fattore che non permette di lavorare in tranquillità sull'accoppiata che, comunque, una volta che è stata formata deve amalgamarsi. Un cavallo totalmente inesperto non permette di lavorare in piena serenità. Sono considerazioni tecniche che però, avendo solo 4 giorni a disposizione, andrebbero tenute di conto.
Se potesse dare indicazioni, che tipo di cavallo preferirebbe?
Attento in partenza, preciso, che perda meno velocità in curva. In sostanza, meglio uno con meno motore ma più facile da fare girare che uno che fa 50 in dirittura e poi gira a 15 perché è in difficoltà. Poi se potessi prendermi uno velocissimo, super preciso e pronto in partenza, lo monterei, sia chiaro.
Scangeo, l’appuntamento è al 12 agosto?
Sì. Pronto, in forma e motivato.