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Siena, allarme Whirlpool: 300 lavoratori a rischio

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Gio.Bel.
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Soffia un’aria pesantissima alla Whirlpool, specialmente dopo che l’azienda ha comunicato, giovedì, che lo stabilimento senese resterà chiuso tre settimane invece delle due canoniche previste in agosto. Silenzio su tutti i fronti, soprattutto dal Mise, cui i sindacati avevano richiesto un incontro a fine maggio. Così ieri mattina alle 9 i segretari di Fiom, Fim e Uilm hanno bussato in Prefettura. Un breve confronto, di circa venti minuti per fare il punto sullo stabilimento che impiega 300 operai. “Siamo stati ricevuti dal viceprefetto Immacolata Amalfitano - ha riferito Massimo Onori, segretario Fiom Cgil Siena - alla quale abbiamo riassunto i contorni della vicenda Whirlpool. Dall’accordo al Mise fino ad arrivare alle dichiarazioni della multinazionale che prevedono entro il terzo trimestre dell’anno di rivedere le strategie industriali che possono prevedere anche la vendita di alcuni stabilimenti dell’area Europa, Medio Oriente e Africa”. Una doccia fredda anche per il sito senese: “Dal rilancio importante nell’immediato post Covid purtroppo quest’anno i volumi sono scesi di nuovo. E per il 2022 si registrano più di 100 mila pezzi in meno rispetto al 2021” continua Onori.

 

 

Così è stato segnalato al viceprefetto che da fine maggio è stato richiesto un incontro al Mise ma non è mai arrivata una risposta. “Stiamo parlando con le Prefetture di tutti i centri dove insistono gli stabilimenti in Italia - sottolinea Onori -. La dottoressa Amalfitano ha detto che nel pomeriggio avrebbe parlato con il Ministero dell’interno per segnalare la situazione di attesa. Cosa ci aspettiamo dall’incontro in Prefettura? Che il Mise possa convocarci. Questa partita riguarda tutti gli stabilimenti presenti non solo in Italia, ma in tutta l’area Emea. Ci aspettiamo un incontro al Ministero per prendere in mano una situazione e anticipare decisioni che potrebbero essere irrevocabili”. Insomma una bruttissima prospettiva e la preoccupazione dei lavoratori che vivono quotidianamente questo clima di incertezza cresce ogni giorno di più: “Veniamo dall’esperienza del sito di Napoli, nonostante l’accordo che era stato sottoscritto al Mise” commenta Onori per motivare le legittime paure dei 300 operai, per lo più sulla cinquantina.

 

 

Il rischio di perdere il lavoro alla Whirlpool fa i conti anche con la oggettiva situazione industriale nel Senese: “Si prospetta un futuro nebuloso per questi lavoratori. Siena non ha grosse prospettive, non ci sono aziende che possono assorbire tutti questi operai. Siamo molto, molto preoccupati. Ci saremmo aspettati una risposta dal Mise, ora in questa condizione i timori che si complichi tutto crescono - sottolinea Onori -. Speriamo che ci convochino il prima possibile”. L’atteggiamento dell’azienda infatti non sembra lasciare grande prospettive: “L’azienda non ha presentato alcun piano industriale, siamo all’oscuro di tutto. In Russia uno stabilimento è stato venduto alla concorrenza turca, sembra proprio che l’azienda stia cominciando a dismettere i propri siti”. Se la situazione non si sblocca che cosa farete? “Al momento non si vede alcuno spiraglio di luce. I prossimi passi di conseguenza dovranno essere decisi a livello di coordinamento nazionale, se continueranno a non arrivare risposte. Che tipo di proteste? Dovremo agire in maniera oculata. Ripeto, la situazione è molto preoccupante”.