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Palio, Migheli: "Edizione brutta per le troppe defezioni. Mai stato contattato dalla Civetta dopo la terza prova"

Gennaro Groppa
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Alessio Migheli ha sperato di poter essere tra i dieci fantini in Piazza del Campo per il Palio di luglio, ma le cose sono andate diversamente. Il suo nome era stato fatto anche nel momento in cui in città si sono diffuse le prime voci sul fatto che la dirigenza della contrada della Civetta volesse cambiare monta, dopo la caduta nella terza prova di Valter Pusceddu su Vankook. È noto, poi, come sono andate le cose, con il Castellare che prima ha scelto Giosuè Carboni (allenatore di Vankook) per la prova generale e poi non ha proprio potuto prendere parte alla Carriera.

 

 

Alessio Migheli, il Palio di Provenzano ha lasciato tanti strascichi e polemiche: qual è il suo giudizio su ciò che è successo?
“È stato un Palio brutto, non può che essere così quando vedi una Carriera con sei contrade sul tufo. Le defezioni penalizzano la Festa”.
Le polemiche erano partite dal Ceppo, con l’assenza di tanti cavalli esperti.
“Penso che questo sia il minore dei problemi perché nel Palio di cavalli debuttanti ci sono sempre stati. Poi che ne esordiscano due, quattro o otto credo che ormai cambi poco. I cavalli che ormai debuttano in Piazza del Campo sono pronti dopo anni di corse a Mociano e Monticiano. Credo che questa sia una scusante. Chi deve far andare bene e deve far adattare un cavallo esordiente in Piazza del Campo è il fantino, che lo può capire, e poi la gestione della contrada. A Siena si è sempre detto che le accoppiate migliori sono quelle composte da un cavallo giovane con un fantino ‘vecchio’ oppure da un cavallo ‘vecchio’ con un fantino giovane. Ma questa volta non è andata così”. 

 

 

Ha avuto un contatto con la Civetta dopo la terza prova?
“No, non ho avuto nessun contatto”. 
Per agosto quante sono le sue speranze di indossare un giubbetto?
“Io continuo a lavorare, come ho sempre fatto. A luglio ho fatto tre batterie della tratta in Piazza del Campo facendo giri impegnati e andando in testa. In questo modo nessuno poteva dire che mi stavo nascondendo o che non mi stavo facendo vedere. Io ho la coscienza pulita, non credo di essere migliore degli altri ma nemmeno peggiore. So che posso garantire affidabilità alle contrade che mi montano, poi il Palio è anche questione di fortuna e di periodi. Se avrò l’occasione di tornare tra i dieci fantini della Piazza poi starà a me fare bene e dimostrare che mi merito di rimanere nel giro”.