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Palio, Luigi Sani priore del Drago: "Contrada compatta. Ora pensiamo alle feste"

Gennaro Groppa
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“È stato come toccare il cielo con un dito”, ha commentato Giovanni Atzeni dopo il trionfo nel Palio di Siena con il cavallo esordiente Zio Frac nella contrada del Drago. “Noi rispettiamo tutti, e gli altri ci devono rispettare perché non siamo il Draghino e facciamo sempre il nostro Palio”, sono state le parole, la sera del trionfo, del capitano vittorioso (tra l’altro al primo tentativo) Jacopo Gotti. E così passano gli anni, cambiano i capitani e i priori ma il Drago colleziona vittorie su vittorie in Piazza del Campo. L’ultima era datata appena quattro anni fa, nel Palio di luglio del 2018, con Andrea Mari che trionfò dopo una splendida cavalcata sull’allora esordiente Rocco Nice. Da allora sono passati solamente quattro anni e in due non si è corso a causa della pandemia da Covid. Un po’ come è successo stavolta anche nel luglio del 2018 i favoriti del pre-Palio erano altri. Ma pure in quella circostanza la dirigenza del Drago aveva lavorato alla perfezione, trovando anche una grande monta e poi preparandosi al meglio nei quattro giorni in vista della Carriera. Proprio come è accaduto per questa Carriera di Provenzano. I dragaioli adesso non possono che fare festa, preparandosi a una estate che sarà lunga e piena di emozioni.

Priore Luigi Sani, che atmosfera si vive in queste giornate in contrada?

“C’è grandissimo entusiasmo, come d’altronde ci aspettavamo. Siamo anche una contrada dall’età media piuttosto giovane, quindi è naturale che sia così. Ma è ovvio che la felicità e la gioia siano presenti nei contradaioli di tutte le età e generazioni. Sarà un’estate lunga e bellissima”.

Può già anticipare qualcosa relativamente al corteo e ai festeggiamenti?

“Ci stiamo ragionando. Faremo a breve delle assemblee per parlarne e per decidere date e situazioni varie”

Quali immagini le restano in mente delle giornate appena trascorse?

“Ce ne sono tantissime che non potrò mai dimenticare. Penso alla felicità sul volto del capitano Jacopo Gotti. E poi penso a una frase pronunciata dal mio predecessore in veste di priore, Claudio Rossi: ‘Muta l’ordine dei fattori ma il risultato non cambia’. Rispetto all’ultima vittoria sono cambiati il priore e il capitano, ma abbiamo vinto ancora. E questo credo che sia un segnale molto importante per la nostra contrada. Significa che abbiamo valori e principi comuni che vanno oltre alle singole persone e che fanno parte del popolo di questo rione”.

Qual è il vostro segreto?

“Mah, guardi, non saprei. Sicuramente la fortuna serve sempre, perché deve toccarti un buon cavallo. E ci sono momenti nei quali le cose girano meglio e altri nei quali girano peggio. Però è senz’altro vero che noi siamo una contrada molto unita. Basta guardare chi è stato dirigente in passato. Queste persone continuano ad aiutare e rimangono vicine. Nel Drago vediamo e viviamo sempre una comunione di intenti. E ciò da un lato permette di stare tranquilli e da un altro lato consente di crescere e di fare le cose nel modo migliore possibile”.

La sera del trionfo abbiamo visto nel Drago un lungo e significativo abbraccio tra Jacopo Gotti e Fabio Miraldi.

“Ecco, appunto, è proprio quello che le dicevo. Mi faccia dire che nella nostra contrada ci sono tanti giovani, l’auspicio è che questi valori e questo atteggiamento vengano trasmessi a chi avrà in futuro incarichi dirigenziali”.

ìCosa ha detto in queste giornate ai contradaioli del Drago?

“Ciò che avevo detto anche prima del Palio. Che questi sono i giorni della ripartenza, di goderseli quindi completamente. Il rione è un luogo di appartenenza, ci si deve impegnare e mettere a disposizione per la contrada”.