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Palio, De Mossi: "Dobbiamo tutelare la Festa. Percorso condiviso con tutti. I cavalli? Non può sceglierli il sindaco"

Aldo Tani
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Nel Palio di Siena non ci sarà alcuna rivoluzione a breve. Il percorso di revisione, tanto criticato negli ultimi giorni, inizierà in autunno. Non ci sono i tempi, con la piazza pronta a riempirsi tra poco più di un mese, per un intervento in corsa. Luigi De Mossi, che pur aveva annunciato la volontà di affrontare una discussione in merito, ha solo accennato al fatto di “aver parlato con il decano dei capitani”. La Festa quindi riprenderà da dove aveva finito, perché sia sul mossiere che sulla scelta dei cavalli, saranno altri i soggetti chiamati a decidere. Il sindaco di Siena, e De Mossi lo ha rimarcato diverse volte, ha un solo compito da svolgere: “Tutelare il Palio dai nemici”. In un percorso a ritroso, il primo cittadino ha chiarito che la volontà dell’amministrazione era di perseguire due obiettivi: “Il primo era di far tornare i cavalli tutti nelle loro stalle. Il secondo, mancato, era di fare correre un Palio in dieci”. Ai canapi sono invece arrivati in sei, dopo le defezioni alla mossa di Bruco e Leocorno, ma per De Mossi il principio non cambia: “Dispiace aver corso in pochi, ma mi sarebbe dispiaciuto di più se fosse successa una tragedia. In questo primo anno di rinascita l’attenzione deve essere massima. C’è chi vuole fare finire il Palio, ma non è solo una corsa di cavalli, è una cosa sociale”.

Già, gli animalisti. Tra Procure e proclami in questi giorni hanno preso un po’ di mira tutti. L’amministrazione, per gli infortuni di Civetta e Istrice, Giovanni Atzeni, per le diciotto nerbate in quindici secondi. Attacchi che però non sembrano fare breccia: “Noi abbiamo sempre dimostrato di stare al passo con i tempi, abbiamo sistemato le uscite. Non dobbiamo farci condizionare dall’esterno, siamo noi che decidiamo le regole. Siamo sempre stati più avanti ed è per questo che il Palio continua. Tutte le scelte sono state fatte per essere al passo con i tempi in una piazza medievale”. Soprattutto quella di escludere Vankook, barbero della Civetta, che prima della “provaccia” ha scatenato la rabbia dei contradaioli del Castellare. “L'esposto degli animalisti non ha inciso sulle mie scelte. Io in quei giorni non sapevo che c'era questo tipo di situazione e la decisione sul cavallo della Civetta è stata presa in base al parere del veterinario. Se abbiamo provato a fargli fare la prova generale, era per vedere se poteva correre. Io poi mi fido dei miei veterinari e non l'ho escluso per un dubbio: noi avevamo la certezza”.

Un esordiente, come altri setti in questo lotto. De Mossi, interpellato sull’argomento, ha spostato l’attenzione su altri protagonisti della Festa, i dirigenti di contrada. “Io ho detto più volte che vorrei avere cavalli esperti, ma cosa succederebbe se fosse il sindaco a scegliere i cavalli? Dobbiamo lavorare per averne dieci che tornano nelle stalle e che corrono in perfetta sicurezza. Oggi come oggi una piccola zoppia vuol dire che il cavallo non ha più le capacità che aveva prima”. Un atteggiamento che rispecchia quanto espresso sul mossiere. “Ho parlato con Ambrosione, che era a casa e mi ha detto di aver avuto un malessere. Anche il mossiere può non sembrare un’attività di natura atletica, ma in realtà lo è – ha precisato De Mossi - Non stare bene vuol dire non fare sganciare il canape. Le dietrologie le lascio a voi. Su Bircolotti, durante le prove erano tutti soddisfatti. Il Palio ha avuto tanti problemi e certamente ne parleremo con il decano”. Ovviamente ora è tempo di guardare avanti. E il sindaco annuncia “Un percorso condiviso che coinvolga tutti i soggetti che a vario titolo partecipano all’organizzazione del Palio per affrontare tutti assieme le criticità emerse e tutti assieme individuare le opportune soluzioni”. Infine, un fuori programma, con un commento sulla classifica del Sole 24ore che lo vede all’ultimo posto come gradimento: “Non mi sono mai messo al collo medaglie di statistiche buone e di questa ne terrò conto, ma a me interessa il giudizio elettorale dei cittadini”. Gli stessi che il sindaco ha ritenuto fondamentali per un eventuale bis elettorale.