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Palio di Siena, Mula: “Buoni contatti, spero nel debutto. Andrea Mari un grande maestro per me”

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Antonio Francesco Mula, 25 anni ancora da compiere, è uno dei giovani che si è messo maggiormente in mostra nelle corse in provincia di quest’anno. Voglioso di dimostrare le sue qualità, combattente, pronto nell’uscita dai canapi, a volte anche sfrontato o comunque per niente timoroso pure di fronte a colleghi più anziani e più esperti di lui: sono tutte caratteristiche che Mula ha dimostrato nelle giornate di corse a Mociano e a Monticiano. Come tutti i giovani spera che un capitano decida di dargli fiducia: sarebbe un atto di coraggio, indubbiamente, credere in quello che sarebbe un debuttante, un giovane che tuttavia ha già fatto vedere di possedere le doti per divenire un fantino di professione. D’altronde il maestro di Antonio Francesco Mula non è stato uno dei tanti: ha imparato molto di questa professione da Andrea Mari, uno dei più grandi fantini degli ultimi venti anni. Quest’anno Antonio Francesco Mula ha vinto e si è messo in evidenza in tante corse: rimane impressa nell’immaginario collettivo anche il suo dito indice alzato al cielo a Monticiano in occasione di una sua vittoria sul cavallo Techero, barbero che Andrea Mari montò anche in un Palio in Piazza del Campo indossando il giubbetto della Civetta (lo Straordinario 2018).

 


Antonio Francesco Mula, come giudica la sua stagione fino a questo momento?
Fino ad ora è stata molto buona. Ora devo vedere come evolverà la situazione e come andranno le cose nelle corse e nei palii nei prossimi mesi. Comunque sono soddisfatto. I nostri cavalli hanno vinto corse o comunque hanno fatto bene. Io mi sono divertito. Ho anche corso il palio di Fucecchio, e per me è stata la prima volta. Adesso bisognerebbe continuare su questa linea.
Sogna anche il debutto a Siena...
Io ho messo tutto me stesso negli appuntamenti vissuti fino a ora. La decisione su un mio possibile esordio spetta ai capitani. Se ce ne sarà uno che vorrà darmi questa opportunità, e avrà questo coraggio, io ovviamente ne sarò felicissimo.
Come giudica i rapporti che ha con le dirigenze senesi?
Alcuni ci sono sin dall’inverno. Ho visto tante contrade, qualcuna è tornata più di una volta, qualche altra è da un po’ che non la incontro. Vedremo come andranno le cose da adesso fino al 29 giugno e se si concretizzerà qualcosa dei rapporti intessuti nel corso dei mesi.
Cosa le dicono le dirigenze di contrada quando vengono a trovarla?
Mi dicono di farmi vedere nelle corse alle quali prendo parte, di dimostrare se sono cresciuto e maturato. Chiedono di fare bene e, se ci riuscirò, arriverà il mio momento. 
C’è qualcosa che invidia o che ruberebbe a qualche suo collega più esperto?
Non invidio niente, sono giovane e ho tempo per accumulare esperienza. Di cose da «rubare» a chi già corre da anni ce ne sono tantissime, io cerco di farlo quotidianamente guardando attentamente come si comportano e quello che fanno i colleghi più grandi di me. 
E’ rimasto impresso il suo dito indice al cielo a Monticiano dopo avere vinto una corsa su Techero: com’è nato quel gesto?
Quel giorno ho vinto due corse e quando sono arrivato primo con Techero mi è venuto naturale fare quel gesto, dedicato ad Andrea Mari. Quel cavallo lo allenava lui e ci credeva tanto. Voleva riportarlo ancora in Piazza perché era convinto delle sue qualità e potenzialità. Andrea ci corse un Palio e poi riuscì a portarlo in scuderia per montarlo ed allenarlo quotidianamente.
Cosa le ha insegnato Andrea Mari?
Tutto quello che so. Per me è stato un grande maestro. 
Lei sta allenando cavalli importanti e di qualità, qualcuno potrebbe anche essere inserito nel lotto dei dieci.
Takatursa è una cavalla pronta, valida, può stare tranquillamente nel lotto dei dieci. Tornada ha già corso un Palio e potrebbe avere un’altra chance, la meriterebbe. Techero non ha finito il protocollo, non ho voluto rischiarlo dopo un piccolo problemino che aveva avuto. Non era niente di grave ma nel nostro mondo tutti amiamo i cavalli e non ho voluto correre il rischio che andasse incontro a un infortunio. Tempesta non ha mai corso il Palio ma è un cavallo attenzionato e chiacchierato da tanto tempo. Abracadabra correrà a Castiglion Fiorentino, ha fatto bene a Mociano e a Monticiano, è ferma ai canapi, svelta, potrebbe diventare un cavallo da Palio. 
Anche dopo due anni senza Palio i big a suo avviso sono ancora Remorex, Rocco Nice, Tale e Quale, Violenta da Clodia?
Nelle corse in provincia ho visto anche un bel po’ di cavalli giovani da tenere in considerazione. Ma le prove di notte e la tratta sono sempre fondamentali. Ci sono infatti dei cavalli che in provincia non vanno bene ma che poi si trasformano quando arrivano in Piazza del Campo e anche viceversa, soggetti che vanno bene in provincia e patiscono la Piazza.
Antonio Francesco Mula, qual è il suo sogno?
Il mio sogno è sempre lo stesso da quando ero bambino ed è quello di essere un fantino del Palio.

Quante percentuali crede di avere relativamente ad un suo esordio in Piazza del Campo nel 2022?
Percentuali non me ne do. Resto con i piedi per terra, assolutamente umile, mi preparo al meglio per farmi trovare pronto per il momento nel quale avrò un’occasione.