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Palio di Siena, Sandra Rossi: "Preziosa Penelope mai più in Piazza senza Brio"

Marco Decandia
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La regina del cappotto saluta piazza del Campo. Preziosa Penelope, la cavalla che ha vinto entrambi i Palii del 2016 nella Lupa, sempre in coppia con Jonatan Bartoletti detto Scompiglio, è sempre stata sognata da tutti e regolarmente scartata alla Tratta dai capitani perché ritenuta troppo forte per varare un lotto equilibrato con lei all'interno. La sua parabola, in definitiva, si è esaurita in 12 mesi esatti: dal 16 agosto 2015, quando debuttò nell'Onda con Salasso, al 16 agosto 2016, quando mandò in visibilio Vallerozzi. 

 

 

“E' andata in pensione - spiega la sua proprietaria Sandra Rossi - anche se, per la salute che ha ancora, sarebbe meglio parlare di ferie. Definitive, però. L'abbiamo fermata e appena aprirà la stagione di monta, nel marzo 2022, le faremo fare la fattrice. Ci farebbe molto piacere se venisse fuori un suo puledrino. Quest'anno sarebbe stata pronta per affrontare il percorso del protocollo, stava bene, Andrea Mari la allenava per portarla in Piazza. Aveva questo desiderio e avevamo acconsentito proprio per lui, ci teneva tanto e, in primavera, la speranza almeno di uno Straordinario c'era. Poi è successa la tragedia della morte di Brio, e a quel punto, per rispetto sia di lui che di Preziosa Penelope, abbiamo deciso di dare lo stop definitivo. Non l'abbiamo affidata a nessun altro, anche se, per i suoi 12 anni, che per un cavallo è un'età di tutto rispetto, era davvero in gran forma, fisicamente perfetta. Senza più Andrea la scelta di chiudere la sua carriera è stata automatica. A giugno l'abbiamo fermata,  non c'era più una promessa da onorare".

 

 

Il Palio, dunque, saluta un nome che ha scritto pagine importanti di storia e che aveva la fama di imbattibile. "Nessun cavallo lo è - assicura Rossi. - Fino agli anni Ottanta, ai soggetti adatti per la Piazza veniva data la possibilità di correre, anche spesso, poi il discorso è cambiato, il Palio è diventato più ragionato e di strategia, e così la carriera di tanti barberi vincitori è stata, ed è, corta. La nostra Festa è anche questo, e bisogna rispettare le tattiche studiate dai dirigenti di contrada. Noi proprietari lo sappiamo. Inutile nascondersi dietro un dito, i fantini di prima fascia l'avrebbero cercata, ma questo è il bello del “cavallo bono”, come si dice a Siena. Da senese mi piacerebbe vedere tutti quelli che lì dentro ci girano bene e che danno una certa sicurezza. Questo significa far godere il popolo quattro giorni, poter giostrare, poi tanto il responso arriva dal tufo e vince uno solo. Sono tante le componenti imprevedibili, dall'avversaria che ti ostacola a una mossa che non viene bene o a un'intruppata durante la corsa".