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Giannetti: "Voglio correre il Palio, arriverà il mio momento"

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Alessio Giannetti ha un chiodo fisso: correre il Palio. Senese, radici contradaiole (anche se quando decidi di fare il fantino devi metterle in un angolo), una crescita alla corte di Luigi Bruschelli detto Trecciolino e di Andrea Milani, ha assaporato il brivido di uscire dall'Entrone nella prima prova dello Straordinario 2018, quando accompagnò il debutto assoluto sul tufo di Remorex. Proprio il biondo volante che, tre giorni dopo, trionfò scosso per la Tartuca. Un bel tuffo al cuore, ma ora vuole di più.

 

 

"Un bagaglio di esperienza ce l’ho - spiega, - ho montato soggetti di ogni tipo e mi sento pronto anche per un big. Certo, se le cose vanno nel migliore dei modi il rischio è che venga dato più merito al cavallo che al fantino, mentre uno che non ha ancora fatto risultati permette di mettere in luce anche chi ci sta sopra. Per uno che deve cominciare a farsi un nome, forse è la soluzione migliore. La stagione saltata nel 2020 è stata un brutto colpo: mi potevo mettere in mostra, invece non ne ho avuto l’opportunità e ho perso occasioni fondamentali. Speriamo che quest’anno le cose vadano meglio, ma servirebbe la possibilità di trovare aperte piste di un certo tipo anche durante l’inverno. So che è un tema problematico, ma andrebbe affrontato: andare a Mociano, per esempio, magari per un trotto senza spingere troppo, farebbe bene a noi e ai cavalli”.

 

 

Grandi maestri, si diceva... "Gigi Bruschelli mi ha insegnato il carattere, la forza di volontà e la determinazione. Lui ne è pieno e questo gli è servito per arrivare al suo obiettivo. Cerco di seguire le sue orme perché un grande sogno ce l’ho anche io. Massimo Milani, invece, è un eccezionale preparatore di cavalli, un allenatore top, e da lui mi sono trovato benissimo. Certo, quando sei accanto a personaggi del genere, non puoi pretendente che ti insegnino proprio tutto e bisogna essere vispi per rubare con gli occhi. Da questo punto di vista, spero di essere stato bravo, ora vorrei solo mettere in pratica quello che ho imparato. Intanto mi sono messo in proprio, con una mia scuderia a Monastero, e dalla mia parte ho l’età e la fortuna che una contrada mi ha già fatto fare una prova. Ora vediamo cosa succede”.