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Palio di Siena, Scompiglio: "Un po' di speranza che si corra io ce l'ho"

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Jonatan Bartoletti è di nuovo a Strove. Il fantino di Pistoia, tornato a casa sua nel corso della scorsa stagione paliesca, quando è diventato chiaro che non si sarebbe corso né a Siena né altrove, inaugura il 2021 con i consueti riti e con un po' di speranza, "A inizio gennaio - spiega - mi sono sempre trasferito in scuderia per cominciare a prepararmi per il Palio. Le premesse di vedere il tufo in piazza non sono le migliori, ma un po' ci credo. Se domani mi diranno che non se ne fa di niente, chiudo un'altra volta e torno a casa. E' però doveroso iniziare l'annata con lo spirito giusto, se si comincia con il pessimismo addosso, poi è dura arrivare in fondo. In questo momento si può solo aspettare, ma sarebbe già un bel risultato ripartire con il protocollo, anche a porte chiuse, perché permetterebbe a noi fantini di rimetterci in moto e ai soggetti nuovi di fare esperienza. Se, nel caso peggiore, saltasse anche questa stagione, il prossimo anno ci sarebbero cavalli che non sanno neanche cosa sia una corsa in provincia. Un po' di addestramento è di importanza vitale”.

 

 

Un anno di stop non ha spostato gli equilibri di Scompiglio: "Ho le mie contrade, e le ringrazio di essermi sempre state vicine, permettendomi di fare per professione una cosa che è sempre stata la mia passione. Ho buoni rapporti con tutti e qualcosa di nuovo sta venendo avanti, ma, come i quattro o cinque fantini che vanno per la maggiore, ognuno ha legami più stretti, anche se poi non è detto che portino a una monta. Dipende da come evolvono le cose, ma una base ce l'ho”.

 

 

In un 2020 in cui tanti protagonisti del Palio hanno scelto di misurarsi con l'ippodromo, spicca il fatto che Bartoletti abbia preferito non seguire quella pista. "Dico la verità - ammette, - è una cosa che non mi interessa. I miei cavalli li voglio montare da solo e ne sono anche geloso: mi piace essere io a vincerci. Ho avuto alcuni soggetti che hanno fatto le regolari, ma non sono mai andato a vederli. Il mio lavoro è preparare sia loro che me stesso, a livello di fisico e di testa, e voglio fare solo questo fino a quando potrò. Poi vedremo”.