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Palio di Siena: il cavallo Brento e la vittoria del 2007 scritta in un numero

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La scomparsa di Brento, barbero forte ma sfortunato nel Palio degli anni Duemila, ha riportato alla luce una storia, legata alla sua unica vittoria (agosto 2007), che sembra una favola ma che affonda le radici nel dolore. Nel giugno di quello stesso anno, il Leocorno perse un suo giovane contradaiolo, il 26enne Jacopo Alberti, per un drammatico incidente stradale. Il capitano dell’epoca, Luigi Fumi Cambi Gado, per andare a prendere il cavallo ad agosto, pensò al padre del ragazzo, Giovanni Alberti. E innescò, senza ancora saperlo, tutto il meccanismo. “Brento era un soggetto potente – ricorda oggi il conte a 13 anni di distanza -  ma ai fantini non piaceva perché dicevano che era una moto senza freni ed era facile farci brutta figura. Oltretutto, a luglio si era anche fatto male al petto durante una prova, quindi la sua presenza alla Tratta non convinceva nessuno.  Si aprì il solito dibattito sull’opportunità di sceglierlo, e io ero contrario, lo ammetto. In un momento di pausa, ho notato sul cellulare una serie di telefonate di Giovanni: in quelle circostanze, non si può rispondere, ma ho chiesto scusa agli altri capitani spiegando che dovevo assolutamente prendere questa chiamata, visto che arrivava dalla persona mandata a prendere il cavallo. Temevo che fosse successo qualcosa, ma lui voleva parlarmi per farmi una richiesta: «Gigi, ti prego, non votare contro Brento. Fai di tutto per prenderlo, perché verrà da noi e vinceremo il Palio. Dammi retta, poi ti spiego». Ci conosciamo da una vita e il suo tono era troppo sicuro, così mi sono fidato e ho votato a favore. Quando sono andato sul palco, per l’assegnazione, Giovanni era sotto di me. Aveva una rosa bianca in mano e la agitava in mia direzione, facendo segno che era tutto a posto. Ha avuto ragione lui".

 

Da dove arrivava tutta questa certezza, che poi effettivamente ha trovato riscontro nella realtà? "Era rimasto folgorato dal numero di coscia di Brento. Era il 29, esattamente lo stesso che aveva Jacopo in un concorso nazionale per modelli che poi aveva vinto. Aveva lasciato un primo posto in sospeso, che doveva essere raccolto. Anche per questo, la sera del Palio, all’interno dello zucchino del nostro fantino Jonatan Bartoletti, c’era una foto di Jacopo. Ci piace pensare che gli abbia dato una mano in quei tre giri perfetti. Un'immagine del ragazzo è venuta con noi in Duomo e poi è stata collocata nel nostro oratorio, accanto al Palio”.