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Lorenzini (Aquila): "Palio straoridnario? Una speranza c'è ma inutile forzare se non ci sono le condizioni"

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"Abbiamo tutti voglia di tornare alla normalità. Per questo anche l'appuntamento di domenica 21 giugno al Ceppo, per le visite ai cavalli più giovani per l'inserimento nel protocollo, è stata una bella occasione per rivedere gente e scambiare quattro chiacchiere". E' molto realista il capitano dell'Aquila Marco Antonio Lorenzini: in questo 2020 le possibilità di accendere un po' di atmosfera paliesca saranno poche, e tutte da sfruttare. "Sappiamo bene - prosegue - che questa è un’annata praticamente a vuoto, però pian piano, ora che si sono allentate le misure per la sicurezza sanitaria, abbiamo ripreso a fare due parole con qualcuno, giusto per tenerci in allenamento. Fantini? Tutti i nostri rapporti vanno benissimo, il lavoro prosegue. Siamo aperti a Tittia, a Brigante, ma non ci dimentichiamoci di Stefano Piras, che al debutto ha fatto un gran Palio abbia dimostrato la freddezza e il carattere giusti per stare in Piazza tra i dieci”. 

 

 

L'idea di uno Straordinario è intrigante, ma va trattata con estrema cautela... "E' stato detto e ridetto, parliamo di una festa di popolo, quindi dovrebbero esserci realmente le condizioni per poter fare un Palio normale. Nel momento in cui non dovessero esserci, credo che non sia nemmeno da discuterne, perché non avrebbe senso. E’ ovvio che dentro di noi, anche se non ne parliamo, una piccola speranza ce la teniamo sempre in fondo al cuore”.