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Quanto è grande la nostra fede in Dio?

Alessandro Meluzzi
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Nel percorso quaresimale, la seconda domenica interroga ciascuno di noi sul tema della fede: quanto è grande la nostra fede in Dio? Ci fidiamo di Lui? Quando e in che modo? Nella prima lettura entra nella storia un Dio nuovo, che si rivolge all'uomo in modo differente rispetto al passato: non più sacrifici di scambio, una parte del cibo per avere ancora del cibo o una vita cara per avere ancora vita. Dio cerca la relazione con l'uomo, la sua fiducia totale, ma vuole essere certo che l'uomo sia convinto e per questo chiede ad Abramo il coraggio di arrivare fino al sacrificio del figlio. Poi offre una prospettiva nuova: un'alleanza e la promessa di essere una difesa per Abramo e per il popolo che da lui discenderà. Gli incontri con Dio nelle letture avvengono sulla montagna, luogo che porta con sé il significato di cammino, pazienza, fatica e determinazione. Nel vangelo di Marco (Mc 9,2-10) Gesù sale con i suoi tre discepoli e si trasfigura, cioè rivela loro la sua gloria: sta per essere stretta tra Dio e l'umanità una nuova alleanza, che parte da quella antica e la estende. Mosè ed Elia sono i rappresentanti dell'antica alleanza e idealmente Gesù si inserisce in essa, ma la sua missione è andare oltre. Infatti una nube, segno della presenza di Dio, avvolge tutti i partecipanti e la voce di Dio indica che Gesù è suo figlio, aggiungendo l'invito ad ascoltare lui, nuovo verbo per una nuova storia che supera quella precedente. I discepoli fanno un'esperienza mistica incredibile, sono coinvolti emotivamente, ma anche spaventati perché non comprendono. Vorrebbero fissare quel momento per un tempo più lungo, con Mosè, Elia e Gesù nelle capanne, ma tutto finisce e a loro rimane solo Gesù, la parte nuova dell'alleanza che sta nascendo tra Dio e l'umanità, ancora da scoprire. Forse è questo il senso vero della fede che ci viene donato in questa quaresima: lasciarsi sorprendere e spiazzare da Dio, come Abramo e come i discepoli, fidandosi che lui sia dalla nostra parte e che nulla abbiamo da temere. Il modo in cui abbandonarsi alla fede e lasciare le nostre poche e povere certezze, come dice Paolo, ce lo insegna Gesù che intercede per noi e ci conduce alla salvezza.