Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Caso Rossi, il legale della famiglia: "Analizzate il dvd con il materiale di David"

Aldo Tani
  • a
  • a
  • a

L’unica soluzione è analizzare il dvd creato da Banca Monte dei Paschi in data 7 marzo e consegnato alla procura di Siena lo stesso giorno”. Carmelo Miceli, legale di Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi (rispettivamente moglie dell’ex capo della comunicazione Mps e la figlia di lei), non molla la presa sulla mail postuma. Dalle affermazioni della segretaria dell’amministratore delegato Fabrizio Viola, Lorenza Pieraccini, davanti ai pm senesi alla relazione della polizia postale di Genova, che scrive “tutti i dispositivi sono stati alterati dopo la riconsegna alla famiglia di Rossi, per cui la loro analisi ne risulta in alcuni casi viziata”, tutto sembra andare in una direzione opposta. 

 

 

Eppure, l’avvocato intende fugare ogni dubbio attorno a quel messaggio, che riporta una data di creazione successiva alla morte del manager, anche se quella di spedizione è ferma al 4 marzo. “Quel disco conteneva il materiale estrapolato dal computer di Rossi – evidenzia Miceli. - Peraltro, quell’operazione non fu fatta dagli inquirenti visto che il pc era disconnesso, ma da qualcuno della banca. Tutto avvenne in un momento successivo alla mail”. Il legale si è voluto poi soffermare su quanto affermato dall’allora Gip di Genova, Franca Borzone, che ha fatto sapere di aver trasmesso gli atti a Siena un anno fa, dopo aver archiviato l’inchiesta per abuso d’ufficio relativa ai presunti festini. “Credo sia doveroso dire che tale trasmissione di atti (contenente la relazione della polizia postale, ndr) non è mai stata accompagnata da una richiesta di approfondimento sulla stessa anomalia riscontrata. Lo ribadisco: mai”, ha sottolineato Miceli, che quindi ha aggiunto: “Peraltro, a prescindere dalle indicazioni fornite dal Gip di Genova, abbiamo fondato motivo di ritenere che la Procura di Siena non abbia mai svolto, né d’impulso, né d’ufficio, indagini su tale anomalia, ed è certo che se tali approfondimenti dovessero essere stati eseguiti, gli stessi sarebbero avvenuti senza coinvolgerci”. Quel fascicolo era stato trasmesso a Siena anche come procura competente a indagare su eventuali reati di sfruttamento alla prostituzione, in seguito alle dichiarazioni dell’escort Matteo Bonaccorsi. Inchiesta che non sarebbe mai stata avviata. 

 

 

Del caso della mail ora se ne occuperà anche il Racis, uno dei reparti speciali dei carabinieri incaricato della maxi-perizia. L’affidamento su questo punto, “il cinquantunesimo”, sarà ufficializzato mercoledì nell’Ufficio di presidenza della commissione che indaga sulla morte di Rossi. Sarà l’ultimo atto dell’organismo parlamentare prima della sospensione dei lavori per l’elezione del presidente della Repubblica. Il voto rischia di scombussolare il calendario delle audizioni, mentre gli esiti, in caso di successiva caduta del Governo e di ricorso alle urne anticipate, potrebbero addirittura comprometterne la durata. Il presidente Pierantonio Zanettin tuttavia tiene la barra dritta e in un’intervista rilasciata al quotidiano Avvenire, ha di fatto ripercorso i passaggi significativi degli ultimi mesi. “Ci sono evidenti smagliature nelle inchieste penali aperte e poi archiviate sulla morte di David Rossi – ha affermato il deputato. - Da ultimo, la questione appena emersa della data di creazione della mail di Rossi, successiva alla morte. Se in sede peritale trovasse conferma, getterebbe un'ombra inquietante sulla vicenda. Va detto però che la segretaria di Viola ha detto di aver letto e stampato tale mail il 4 di marzo”. Zanettin ha poi messo in evidenza la serie di consulenze, tra cui quella di un collegio medico-legale di tre esperti, e le varie perizie. In un modo o in un altro, riscontri destinati a fare la differenza.