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Due Mari, ok del Ministero alla modifica: via ai lavori sul quarto lotto dopo un anno dall'inaugurazione

Carlo Pellegrino
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Tredici mesi dopo arriva la svolta. Il 17 settembre 2020 Anas consegnava i lavori di ammodernamento del lotto quattro nel tratto Siena-Grosseto della Due Mari. Più di un anno, appunto, senza che sui 2.840 metri da raddoppiare si sia ancora vista una ruspa. Adesso il ministero per la transizione ecologica dà finalmente il via libera al “piano di utilizzo terre e rocce da scavo”. L’ok al Put, assicura Anas, “consente di prevedere un imminente avvio delle lavorazioni per la realizzazione delle opere di imbocco della galleria, entro il mese prossimo”.

 

 

Cosa è successo in oltre un anno? E’ successo che come troppo spesso accade la burocrazia ha soffocato tutto il resto. Anas fa sapere che “i lavori relativi al lotto 4 erano stati affidati all’impresa esecutrice con consegna parziale”. Consegna parziale, negli appalti pubblici, significa che chi si è aggiudicato il bando può avere accesso alle aree di cantiere per i primi interventi, propedeutici all’avvio dei lavori veri e propri. Così è andata: “Sono state quindi eseguite le operazioni preliminari tra cui la bonifica bellica e la rimozione delle interferenze”. Nel mese di ottobre 2020, però, il citato ministero per la transizione ecologica ha bocciato il primo piano di utilizzo terre e rocce da scavo. Si tratta di una delle decine, anzi centinaia di autorizzazioni che servono per un progetto così importante: per ogni singolo metro cubo di terra che si prevede di spostare va indicata la composizione chimica, comunicato dove il materiale viene stoccato temporaneamente, dove in via definitiva e tanto altro ancora. Da qui la necessità di aggiornare e presentare un nuovo Put, la cui approvazione è avvenuta negli scorsi giorni. La certezza è che la prima scadenza ipotizzata per completare il raddoppio, Natale 2023, slitta nel tempo. Il bando prevedeva infatti 1.190 giorni di lavori, circa tre anni e tre mesi: considerando che più di un anno è già bruciato l’auspicio è di vedere il lotto ammodernato nella prima parte del 2025. Con buona pace dell’ex ministro ai trasporti Paola De Micheli, che al momento del taglio del nastro sembrò fin troppo ottimista: “So che per questo raddoppio servono circa più di tre anni – disse – ma ho fiducia che si possa concludere anche prima”. Altri tempi, altra storia, per un’inaugurazione a una manciata di giorni dalle elezioni regionali che oggi come mai sembra essere stata fin troppo celebrativa.

 

 

D’altra parte i 2.840 costosissimi metri del quarto lotto, da Civitella Marittima a Lanzo, hanno avuto una storia oltremodo travagliata. Il 20 dicembre 2018 il raddoppio fu assegnato a una prima ditta aggiudicataria: dopo il ricorso della seconda ditta Tar e Consiglio di Stato rilevarono un conflitto tra leggi ordinarie e codice degli appalti, chiedendo una pronuncia alla Corte Costituzionale, che senza il fallimento dell’azienda vincitrice dell’appalto magari sarebbe ancora da aspettare. Nell’autunno del 2019 la ditta ricorrente diveniva “padrona” degli agognati lavori. Che valgono 106 milioni, 37 al chilometro: tanti, tantissimi soldi necessari per ammodernare un pezzo di statale complesso, che corre tra le vallate al confine tra le province di Grosseto e Siena, e che aspetta cinque nuovi viadotti, con l’adeguamento di tre, e una galleria, adeguandone una esistente. Adesso, forse, ci siamo davvero. “E' inoltre in corso di definizione - conclude Anas - l’iter per l’approvazione di una perizia di variante tecnica, a conclusione del quale sarà possibile avviare le lavorazioni sulle restanti aree del cantiere”.